Come riporta il Corriere.it, Gina Lollobrigida avrebbe vinto il procedimento che il figlio Milko avrebbe avanzato nei suoi confronti al fine di nominare un amministratore di sostegno. Classe 1927, Lollobrigida è un'attrice ma anche disegnatrice e cantante, ritenuta una delle donne più importanti a livello internazionale degli anni '50 e '60. Mercoledì, infatti, si è concluso il procedimento di Milko contro la madre. Il giudice tutelare della Capitale ha emesso un decreto di archiviazione poiché non ci sarebbe alcun bisogno di tutela dal momento che l'attrice "risulta autonoma, congrua e lucida". "Non può andare sempre male, sembro abbonata ai problemi e occorre sempre molto tempo prima che le cose si chiariscano prima di riuscire a difendersi" ha dichiarato Gina Lollobrigida che poi ha rincarato la dose: "Avrei preferito non dover mai vincere una causa del genere: ho sempre aiutato mio figlio e sono rimasta allibita quando ho saputo di questa sua orrenda iniziativa". 

Il figlio voleva nominare un amministratore di sostegno per Gina Lollobrigida

Secondo Milko Skofic, che aveva cominciato questa battaglia lo scorso inverno, la madre avrebbe avuto bisogno di un "amministratore di sostegno" in quanto "temeva che non fosse più in grado di fare da sola". Un procedimento che potrebbe essere collegato al rapporto instauratosi tra la Lollobriga e un ragazzo spagnolo di 44 anni: "Quello è un imbroglione ma la sua carriera di mascalzone finisce con il male che ha fatto a me. Ho avuto un attimo di spaesamento con lui ma perché noi artisti voliamo tra le nuvole, viviamo in un altro mondo ed è facile raggirarci. Mi sono svegliata in tempo e sono assolutamente vigile. La questione con mio figlio è altrettanto squallida". Il motivo, secondo l'attrice, non sarebbero altro che "i soldi":

Mio figlio non è cattivo ma non ha un carattere forte come il mio. Purtroppo non ha preso da me. Quindi è montato da persone a lui vicine, è molto influenzato.

La Lollobrigida avrebbe sempre aiutato il figlio, "anche troppo". "Non ha mai voluto lavorare con me, non so perché, forse per un suo complesso. Noi italiani tendiamo ad aiutare troppo i nostri figli, li viziamo in maniera stupida e dannosa. Dovremmo fare come i genitori americani" ha concluso l'attrice.