Giselle Bundchen, una delle modelle più amate al mondo, ritiratasi nel 2015, ha pensato al suicidio quando ha attraversato una profonda depressione. Lo racconta nella sua autobiografia di prossima uscita: "Pensavo ‘se adesso saltassi dal tetto potrei smetterla di preoccuparmi di tutto questo dolore'". Curioso notare che il periodo di grande depressione è coinciso con il fatto che frequentasse Leonardo Di Caprio. Le due cose non sono in relazione ma fa anche capire che l'attore non fu di grande aiuto.

Le parole di Gisele Bundchen

"Lessons: My Path to a Meaningful Life" è l'autobiografia dell'artista pronta ad uscire il prossimo ottobre. Un libro in cui rivela tutte le sue fragilità, tutte le storture del vivere sotto ai riflettori, insieme alle gioie. Un libro in cui c'è il bene e il male di una condizione da top model superpagata. Tra ansie e attacchi di panico, la modella arrivò a pensare al suicidio.

Ansia, attacchi di panico, tanto da arrivare a pensare al suicidio. Tutto inizia nel 2003, dopo un volo in aereo: Avevo una posizione meravigliosa nella mia carriera, avevo una famiglia unita, e avevo sempre considerato me stessa come una persona positiva, quindi mi stavo davvero buttando giù. Era tipo: “Perché dovrei sentirmi così?“ Mi sentivo come se non mi fosse permesso di stare male, però mi sentivo impotente. Il tuo mondo diventa sempre più piccolo e non riesci a respirare, la sensazione peggiore che abbia mai provato.

Nel 2003 era fidanzata con Leonardo Di Caprio

La modella rivela che quello era il periodo del suo fidanzamento con Leonardo Di Caprio. Era il 2003 quando pensò nitidamente di farla finita. Queste le sue parole, in cui tra le righe lascia intendere di non aver bisogno dell'aiuto dell'attore. Nel libro però lascia anche intendere di non nutrire più nessun rancore nei confronti di Leonardo Di Caprio.

Ho iniziato a pensare ‘se adesso saltassi dal tetto tutto finirebbe e non dovrei più preoccuparmi di questo dolore'. Tutti quelli che attraversano il nostro cammino sono insegnanti, arrivano nelle nostre vite per insegnarci qualcosa di noi stessi. E penso che lui fosse questo.