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Giuliano Gemma e gli amori sul set: “Mia moglie mi lasciava libero”

Una vita vissuta all’insegna della tentazione quella di Giuliano Gemma, divo del cinema western. Per lui fu difficile resistere a Ursula Andress o alla Cardinale. “Tanto mia moglie” confessò “mi lasciava libero”.
A cura di Stefania Rocco
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La morte di Giuliano Gemma, divo del cinema western all'italiana, ha colto inaspettati gli estimatori del famoso attore, scomparso oggi all'età di 75 anni. Silenzioso e affascinante, caratterizzato da una forte passione per la scultura, il divo ha avuto solo due grandi amori nella sua vita. La prima moglie, Natalia, e Daniela "Baba" Richerme, la giornalista Rai sposata nel 1959 e rimasta accanto a lui per tutta la vita. Quella di Giuliano, ed è stato lui stesso ad ammetterlo, è stata un'esistenza ricca di tentazioni. Ammirato da Alberto Sordi e Luchino Visconti, Ringo ha avuto all'attivo ben 50 anni di cinema trascorsi accanto alle donne più belle dell'epoca. E in situazioni come queste, resistere alle tentazioni diventa difficile. Ma fu lui stesso a dichiarare di non aver mai avuto difficoltà di sorta, almeno sotto questo aspetto. La prima moglie, Natalia, lo lasciava libero. Fiero e riservato, è stato un artista che non ha mai concesso grosso spazio al gossip fino a quando, nel 2008, a La Stampa dichiarò:

Difficile resistere alle tentazioni ma non è che abbia poi resistito così tanto. La mia prima moglie, Natalia, mi lasciava libero. Le mie donne non le ho mai contate, ma la qualità delle storie è più importante del numero. Quelle sul set sono incidenti di percorso. Nascono per creare una complicità e finiscono di solito con la fine del film. Piacevoli parentesi.

A Ursula Andress, preferì la Cardinale – Fedele nella seconda parte della sua vita, con Baba Richerme riuscì finalmente a trovare l'appagamento a lungo cercato. Prima di lei, però, c'era un intero mondo da scoprire. Riflessivo perfino nella scelta delle sue compagne, preferì il fascino della Cardinale alla bellezza perfetta di Ursula Andress. Ma fu Stefania Sandrelli la sua più piacevole distrazione:

Clajudia Cardinale nel 1967
Clajudia Cardinale nel 1967

La più bella di tutte era Ursula Andress. Perfetta nelle proporzioni. Donna instancabile, forte personalità, molto avara. L’unica uscita illesa da una storia con Jean Paul Belmondo. Ma, per i miei gusti, è più appetitosa la donna mediterranea, tipo la Cardinale. Catherine Deneuve era una bellezza fredda. Molto meglio Florinda Bolkan, anche se lesbica. Era spiritosa, mi diceva sempre: non mi piace il genere ma se un giorno cambiassi idea tu saresti il primo. Ma fu Stefania Sandrelli la parentesi più piacevole. Eravamo sul set di “Speriamo che sia femmina". Stefania è l’attrice con cui mi sono trovato meglio, una donna vera, che vive tutto quello che fa intensamente. Anche con Claudia Cardinale mi sono trovato bene. Mai divismi, una professionista.

Un divo dal fascino irresistibile ma che seppe nascondere bene la sua vita privata. Fino all'incontro con Baba, l'unica donna che seppe ispirargli il desiderio di fermarsi e che gli è rimasta accanto fino al fatale incidente nel quale Ringo ha perso la vita.

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