Giulio Berruti ricorda una terribile esperienza vissuta quando era un ragazzino, una delle tante, in questo caso particolarmente spiacevole. Magro e non ancora alto come oggi, sarebbe rimasto vittima di un gruppo di bulli che lo avrebbe gettato in un cassonetto insieme al suo motorino di fronte all’ingresso di un locale particolarmente frequentato: “Ho avuto un’adolescenza molto fortunata ma spesso complessa. Ero un ragazzo a tratti introverso, curioso ma un po' insicuro. Ero anche molto magro e non troppo alto. Così qualcuno se ne approfittava. A 14 anni, un gruppo di ragazzi decise di gettare me ed il mio motorino dentro un cassonetto dell' immondizia davanti ad un locale molto frequentato solo per il gusto di umiliarmi. C'era anche una ragazza che all'epoca mi piaceva tantissimo, vide la scena e si mise a ridere con le sue amiche voltandomi le spalle”. È il ricordo di un momento difficile, ma all’epoca lo spronò a lavorare su se stesso per evitare di ripetere un'esperienza simile:

Fu un’esperienza atroce per me, ma l' adolescenza è spietata si sa, e purtroppo quello fu soltanto uno di mille episodi simili. Poi gli anni passano, la vita cambia così come le amicizie, e conosco le arti marziali. A 19 anni di colpo pesavo 104 chili per 1.92 di altezza. Non si avvicinava più nessuno, così come oggi.

I bulli che Giulio Berruti ha ritrovato

Diversi anni dopo, Giulio avrebbe ritrovato alcuni di quei ragazzi che all’epoca lo tormentarono. Ma l’incontro si sarebbe consumato in maniera diversa che in passato: “Capita che a volte, però, incontri ancora alcune di quelle persone, e quando succede, sento spesso il loro imbarazzo, la loro difficoltà nel sostenere il mio sguardo. Mi arrivano sì e no ai capezzoli e pesano la metà di me. Ma non è questo il punto. Il loro imbarazzo é dato da ciò che con il silenzio, la fatica e l'impegno, sono riuscito a costruire per me stesso mentre alcuni di loro ancora no. E non c’è rivincita migliore dei fatti perché i traguardi, anche se piccoli, pesano come macigni a questa età”.

Così l’attore combatte il bullismo

Il messaggio dell’attore si conclude con una preghiera rivolta a quanti lo seguono, apprezzandolo anche fuori dal set. È un invito sentito che scaturisce da un’esperienza personale che lo ha comprensibilmente segnato:

Perciò concentratevi su voi stessi, non su cosa pensano gli altri di voi. È un loro problema non il vostro. Concentratevi su cosa vi piace,su cosa vi appassiona, cercatelo con la fame dell'anima,date il tempo ai tormenti di scavarvi nel profondo,di spingervi a domandarvi se esiste altro per voi stessi, sono voci interiori che ci guidano, ascoltatele. Imparate a lottare contro il mondo per inseguire i vostri sogni e se sbagliate non giudicatevi, andate avanti, senza rimorsi, perché serve molto coraggio anche solo per provarci. La pazienza di capire, di misurarsi con le cose, la curiosità del vivere, sono scintille primordiali che a molti mancano. Ed é ciò che più li spaventa, perché una vita senza amore, senza scopo, é una vita persa. L'adolescente lo sa bene, ma non é capace di codificarlo, io ci sono riuscito da poco, e voi?

Ho avuto un adolescenza molto fortunata ma spesso complessa. Ero un ragazzo a tratti introverso, curioso ma un pó insicuro. Ero anche molto magro e non troppo alto. Cosi qualcuno se ne approfittava. A 14 anni, un gruppo di ragazzi decise di gettare me ed il mio motorino dentro un cassonetto dell' immondizia davanti ad un locale molto frequentato solo per il gusto di umiliarmi. C'era anche una ragazza che all'epoca mi piaceva tantissimo, vide la scena e si mise a ridere con le sue amiche voltandomi le spalle. Fu un esperienza atroce per me,ma l' adolescenza é spietata si sà e purtroppo quello fu soltanto uno di mille episodi simili.Poi gli anni passano, la vita cambia cosi come le amicizie, e conosco le arti marziali. A 19 anni di colpo pesavo 104 chili per 1.92 di altezza.Non si avvicinava più nessuno,cosi come oggi. Capita che a volte,peró, incontri ancora alcune di quelle persone, e quando succede, sento spesso il loro imbarazzo, la loro difficoltà nel sostenere il mio sguardo. Mi arrivano si e no ai capezzoli e pesano la metà di me. Ma non é questo il punto.Il loro imbarazzo é dato da ció che con il silenzio, la fatica e l'impegno, sono riuscito a costruire per me stesso mentre alcuni di loro ancora no. E non c'é rivincita migliore dei fatti, perché i traguardi , anche se piccoli, pesano come macigni a questa età. Perció concentratevi su voi stessi, non su cosa pensano gli altri di voi. È un loro problema non il vostro. Concentratevi su cosa vi piace,su cosa vi appassiona, cercatelo con la fame dell'anima,date il tempo ai tormenti di scavarvi nel profondo,di spingervi a domandarvi se esiste altro per voi stessi, sono voci interiori che ci guidano,ascoltatele. Imparate a lottare contro il mondo per inseguire i vostri sogni e se sbagliate non giudicatevi, andate avanti, senza rimorsi, perché serve molto coraggio anche solo per provarci. La pazienza di capire,di misurarsi con le cose, la curiosità del vivere, sono scintille primordiali che a molti mancano. Ed é cio che più li spaventa, perché una vita senza amore, senza scopo, é una vita persa. L'adolescente lo sa bene, ma non é capace di codificarlo, io ci sono riuscito da poco, e voi?

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