Fabrizio Corona diventa un caso attraverso le parole del giornalista Marco Travaglio, che su Il Fatto Quotidiano lancia un appello per fargli ricevere la grazia, cogliendo l'occasione per riagganciarsi con palese dissenso alla notizia della recente assoluzione di Silvio Berlusconi:

Ora che le telefonate di un premier alla Questura di Milano per far rilasciare una minorenne fermata per furto non sono più reato, una domanda sorge spontanea: che ci fa Fabrizio Corona nel carcere milanese di massima sicurezza di Opera per scontarvi un cumulo di condanne a 13 anni e 8 mesi, poi ridotte con la continuazione a 9 anni? È normale che un quarantenne che non ha mai torto un capello a nessuno marcisca in prigione accanto ai boss mafiosi al 41bis, per giunta col divieto di curarsi e rieducarsi, fino al 50° compleanno?

Travaglio delimita bene le sue responsabilità e calibra le colpe, ma sostiene che la condanna a 5 anni avuta a seguito del processo Trezeguet sia davvero eccessiva: "Nessuno sostiene, per carità, che sia uno stinco di santo. Ma neppure un demonio che meriti tutti quegli anni di galera: ne ha già scontati quasi due fra custodia cautelare ed espiazione pena. Ed è bene che resti al fresco un altro po’ a meditare sui suoi errori, come ha iniziato a fare fondando un giornale per i detenuti, Liberamente, e rivedendo criticamente il suo passato nel libro Mea culpa scritto dietro le sbarre. E a curare la sua evidente patologia di superomismo: ma questo gli è impedito dalla condanna “ostativa” subìta al processo Trezeguet".

Da qui l'appello per fargli ricevere la grazia, che possa riabilitare lui come uomo e il senso più profondo di giustizia italiana: "Proprio a questo serve, secondo la Consulta, la grazia: non a ribaltare le sentenze, ma ad “attenuare l’applicazione della legge penale” quando “confligge con il più alto sentimento della giustizia sostanziale…garantendo il senso di umanità” e il fine “di rieducazione della pena”. Una grazia almeno parziale, che rimuova il macigno dei 5 anni “ostativi”, sarebbe il minimo di “umanità” per ridare speranza a un ragazzo che ne ha combinate di tutti i colori, ma senza mai far male a nessuno. Se non a se stesso".

L'appello di Travaglio ha generato una timida reazione in rete attraverso l'hashtag #graziapercorona, usato da chi crede fermamente che efferati assassini abbiano ricevuto in passato più clemenza di quella che ad oggi sia stata riservata a Fabrizio Corona. Tra loro anche volti noti come Fiorello, Antonella Clerici e Filippo Facci, che hanno commentato con un solenne "sì alla grazia" o semplicemente con un retweet ciò che è stato assunto come manifesto dal folto coro di sostenitori capitanati dal fratello di Fabrizio, Federico Corona.