È stata una delle icone della televisione degli Anni Ottanta e non solo. Con le sue spaccate, le gambe lanciate in aria, i salti a metri dal suolo e l'inconfondibile parlata americana, Heather Parisi si è conquistata un posto nel cuore di tutti gli italiani. Raggiunta dal portale Italians Do It Better ha rilasciato una lunga intervista al deejay João Turchi, nella quale ha parlato del suo rapporto con la televisione, ma anche delle sue convinzioni personali.

Il rapporto con la tv

Sul piccolo schermo l'abbiamo, di recente, vista nel programma Amici di Maria De Filippi, nel ruolo di giudice, e precedentemente in prima serata su Rai1 con "Nemica Amatissima", nel 2016, condotto insieme a colei che, da qualche tempo, sembrava essersi riconfermata come sua annosa rivale, ovvero Lorella Cuccarini. La carriera di Heather Parisi farebbe invidia a chiunque tra le emergenti showgirl, dal momento che la ballerina è stata, sin dai suoi precoci esordi, amatissima dal pubblico. Nell'intervista rilasciata ad Italians Do It Better l'ex volto di Fantastico parla del suo rapporto con la tv e ammette di non avvertire la smania di voler a tutti i costi ritornare sul piccolo schermo, come invece accade per alcune sue colleghe, disposte a qualsiasi cosa pur di riacquisire le luci della ribalta:

Nuovo progetto televisivo? Difficile. A me non interessa stare in tv a qualsiasi costo e con un passato come il mio, c’è davvero poco che potrebbe aggiungere qualcosa d’importante alla mia carriera. Alcune mie colleghe, fanno di tutto pur di esserci e francamente mi mettono molta tristezza. L’arte dello spettacolo non si misura dalla “quantità”, ma dalla “qualità” di quello che fai. Non mi hanno mai proposto nessun reality, no. Mai nessuno e la ragione è molto semplice: conoscono benissimo la risposta”.

La selezione delle icone LGBTQ

La showgirl non le manda a dire, anzi, senza remore, snocciola tutto ciò che pensa in relazione al mondo dello spettacolo, ma anche per quanto concerne la condizione dell'Italia in fatto di diritti civili. Tutto questo articolato discorso nasce nell'associazione di due mondi, che spesso tendono ad unirsi, quello dello spettacolo e quello delle comunità LGBTQ. Molteplici volti noti si definiscono, ad esempio, icone gay e non è un atteggiamento poco frequente, tanto che secondo la Parisi sarebbe necessario accertare il reale interesse di tutti coloro che si fanno portavoce di cause sociali. Piuttosto piccata Heather Parisi dice la sua sull'argomento:

A costo di passare per presuntuosa, fammi dire un pensiero che mi frulla in testa da un po’. Essere icona LGBTQ è un premio che non tutti meritano allo stesso modo. Chiunque abbia visibilità pubblica – e la gente dello spettacolo è privilegiata in questo senso – dovrebbe spendersi per dare voce a chi voce non ha. E dovrebbe farlo senza mezze misure, senza essere paracula con frasi di circostanza. Paracula si può dire? Tu scrivilo lo stesso. E dovrebbe farlo anche quando, anzi soprattutto quando, la difesa di chi non ha voce va contro il sistema. Quante icone LGBTQ hai visto, esporsi in temi come le adozioni gay, le gravidanze surrogate, l’aborto? Magari io farei una selezione più accurata delle icone…

Heather Parisi a favore della libertà di sentimenti

Un messaggio forte, anche piuttosto sibillino, dal quale potrebbe emergere l'idea secondo cui alcuni volti noti si assurgono a "paladini" di questa o quella comunità solo per questioni di ulteriore visibilità, senza mettersi sul serio in gioco, come la loro veste pubblica dovrebbe portarli a fare. Insomma la showgirl americana non si risparmia e in questa lunga intervista esprime dei pareri che riguardano temi delicati, come la fecondazione assistita, il turismo procreativo, le adozioni da parte di famiglie omosessuali, dimostrando di accettare il cambiamento sociale in ogni sua forma, ma soprattutto di essere una strenua promotrice della libertà, soprattutto in fatto di sentimenti:

Non esiste la famiglia ‘naturale’ o quella ‘tradizionale, né quella ‘migliore’, ‘più morale’ o ‘più evoluta’. Esiste chi tu ami e chi ama te e insieme sono famiglia. Ti dirò di più. Io credo che la famiglia gay abbia il diritto di avere figli al pari della famiglia eterosessuale. L’interesse superiore di un bambino è di trovare un ambiente famigliare sano e amorevole a prescindere da come è composto il nucleo famigliare. Finiamola di pensare che bastino due genitori di sesso diverso a fare una famiglia perfetta. Il mondo è pieno di famiglie tradizionali dove i figli subiscono abusi e violenze. L’Italia si è distinta per ben più disastrosi esperimenti sociali, quelli sì da condannare. Penso al fatto che ancora oggi sia negato, attraverso l’obiezione di coscienza dei medici, il diritto della donna di abortire con conseguenze drammatiche. Penso alla legislazione italiana sulla procreazione assistita che ha creato il fenomeno del turismo procreativo.