La vita sentimentale di Fabrizio Frizzi, morto nella notte in seguito a un'emorragia cerebrale (o, secondo ipotesi non confermata, per colpa di un tumore), è legata principalmente a due nomi: Rita Dalla Chiesa e Carlotta Mantovan. A dispetto della sua grande popolarità, il conduttore è sempre riuscito, anche grazie alla sua compostezza e alla sua grande moralità, ad evitare di finire nel tritacarne mediatico più becero. Entrambe le donne della sua vita le ha conosciute sul lavoro: Rita Dalla Chiesa nel 1985 con "Pane e Marmellata", trasmissione per ragazzi che hanno insieme condotto e che li ha fatti innamorare. Il colpo di fulmine con Carlotta Mantovan avviene in una edizione di Miss Italia, quella del 2001, in cui la giornalista Sky figura tra i concorrenti.

Il primo matrimonio con Rita Dalla Chiesa

Fabrizio Frizzi e Rita Dalla Chiesa hanno rappresentato nell'immaginario collettivo un po' quello che Al Bano e Romina Power sono stati nel mondo della musica. A differenza di questi ultimi, nonostante gli ottimi rapporti, tra i due non c'è mai stato alcun presunto ritorno di fiamma. Si sposano nel 1992, dopo aver formato più volte una coppia professionale molto affiatata. Dopo il passaggio di lei a Mediaset, i rapporti si incrinano. Si lasciano definitivamente nel 1998.

Il secondo matrimonio con Carlotta Mantovan

Il colpo di fulmine arriva nel 2001 quando Carlotta Mantovan fa parte delle concorrenti di Miss Italia, edizione condotta proprio da Fabrizio Frizzi. Un anno dopo, i due ufficializzeranno la loro relazione. Dopo dodici anni di fidanzamento, i due convolano a nozze il 3 maggio 2013. Da questo amore nasce Stella, il 4 ottobre 2014.

Lottava per vedere crescere sua figlia Stella

Fabrizio Frizzi, grazie alla nascita di Stella, è diventato padre in età avanzata. Una scelta d'amore, non un atto di egoismo, questo il senso delle sue parole in una delle ultime interviste rilasciate al Corriere della Sera. Stava lottando e stava affrontando le terapie soprattutto per lei: "Lotto per continuare a veder crescere la mia creatura, per esserle d’aiuto e un punto di riferimento. Non so se mia figlia abbia capito quanto è accaduto, abbiamo cercato di proteggerla, ma so che i bambini capiscono molto più di quanto immaginiamo: ogni giorno giochiamo insieme, è il suo modo di sorreggermi, mi dà l’energia per continuare a combattere".