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Il dolore di Lavezzi: la moglie gli impedisce di vedere Thomas

Ezequiel Lavezzi, particolarmente criticato negli ultimi giorni per essersi rifiutato di andare in ritiro insieme alla sua squadra, starebbe vivendo un momento di particolare dolore legato ai cattivi rapporti con la moglie Debora che gli impedisce di vedere suo figlio Thomas.
A cura di Stefania Rocco
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ezequiel lavezzi

Le avventure sentimentali di Lavezzi e la sua malcelata voglia di divertimento notturno non starebbero alla base della decisione dell’uomo di rifiutarsi di seguire il Napoli in ritiro. Secondo quanto trapelato negli ultimi giorni, infatti, l’attaccante argentino in forza nella squadra del Napoli si sarebbe rifugiato in Sardegna per sfuggire al dolore legato all’atteggiamento di sua moglie Debora che, dopo averlo visto in compagnia di Yanina a Capri e aver appreso della loro relazione, si sarebbe rifiutata di lasciargli vedere suo figlio Thomas. Diversa dalla versione di chi l’ha definito un frequentatore abituale dei locali notturni più in voga della Costa Smeralda, quella trapelata dalle parole dello stesso calciatore che, a muso duro, racconta una storia completamente diversa.

IN SARDEGNA PER DIMENTICARE IL DOLORE: La situazione è più complessa di quanto ci si aspetterebbe in un primo momento e risale a qualche settimana fa quando, ufficialmente in vacanza, Lavezzi – protagonista del calendario 2011 del Napoliche dimostra la sua passione per le belle donne – torna in Argentina, la sua terra natale, per riabbracciare suo figlio.

Ezequiel Lavezzi

Debora, però, è sul piede di guerra. Lasciata dal marito pochi mesi fa, non intende certamente agevolarlo e fa di tutto per rendergli la vita difficile, tanto da impedirgli di vedere il bambino fosse anche solo per un minuto. Provato e ancora più stanco rispetto a quando era partito, rientra a Castelvolturno il 4 agosto. A Mazzarri e ai tecnici che lo vedono spento, racconta:

Non ho potuto vedere Thomas, mai. Vorrei andare in un posto di mare a riposarmi, ma anche lavorare. Datemi un preparatore, lo pago io, uno che mi controlli e mi aiuti, due allenamenti al giorno, ma voglio rimettere anche la testa a posto. Ho solo bisogno di respirare.

Ci sarebbe questo, dunque, dietro la decisione di disertare il ritiro, la richiesta di potersi ritagliare qualche momento tutto per sé pur continuando ad allenarsi. Il suo è il dolore di un padre che, impossibilitato a vedere suo figlio, decide di staccare la spina al fine di rimettere ordine nei suoi pensieri prima che il prossimo campionato reclami la sua attenzione.

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