È amareggiato Milko Skofic, figlio di Gina Lollobrigida, quando racconta al Corriere della Sera il delicato rapporto con la madre. “Mi manca” dice addolorato, anni dopo avere intrapreso una battaglia legale perché sia un tribunale a decidere della gestione dei beni della diva. Gina ha 93 anni, la maggior parte dei quali trascorsi dietro la macchina da presa. È stata l’indimenticabile Bersagliera, una donna che col suo fascino ha fatto capitolare migliaia di ammiratori in tutto il mondo. “L’ho sentita una settimana fa”, racconta il figlio con rimpianto “Era sola in casa. Ha risposto, la sua voce era squillante, presente, deliziosa”.

L’amministratore dei beni di Gina Lollobrigida

Skofic non ritiene di essere esente da colpe. “Le parole di mia madre sono frutto di una manipolazione” dichiara lapidario, senza specificare da chi ritiene che Gina sia stata manipolata. “Raggirabile” l’ha definita un perito nominato dal tribunale. Una descrizione che trova d’accordo suo figlio: “ È sempre stata testarda, ma ora è divenuta fragile. A volte penso che avrebbe avuto bisogno di un amministratore dei suoi beni e che in me non l’ha trovato. Forse avrei dovuto reagire prima. Quando mandò via Alma. Era più di una cameriera. Una donna di origini etiopi che viveva con noi da molto tempo e le salvò la vita. Chiamò l’ambulanza quando la vide svenire. In ospedale la operarono d’urgenza, non fosse stato per Alma… Eppure fu mandata via. Da allora si è resa irreperibile. Paura o delusione non saprei. Il primo segnale”.

Auto di lusso e gioielli, il patrimonio di Gina Lollobrigida

Il figlio della diva prosegue nel suo racconto. Sostiene che la madre sia stata gradualmente allontanata dai suoi cari: “Il nostro giardiniere. Licenziato anche lui. Quindi ci fu interdetto il cancelletto che separava la villa dalla dépendance. Subito dopo arrivarono altri segnali”. Segnali che sostiene siano da ricercare nelle spese della diva che avrebbe cominciato a comprare auto di lusso e a vendere alcuni dei suoi beni:

Mia madre, storicamente oculata, cominciò a comprare vetture. Fino a poco tempo prima il suo parco auto era di una Panda e una Mercedes di seconda mano. Un giorno trovo le fatture per un’Audi da oltre 100mila euro. In seguito, un carosello di moto e vetture di lusso. Una Ferrari acquistata a 330mila euro, rivenduta a 240mila. Non ci sono più soldi a Roma, non ce ne sono più a Montecarlo. I Bulgari di mia madre…Venduti. Un patrimonio da 4 milioni di euro. Ma i soldi dove sono? Non sui suoi conti. La Finanza se ne sta occupando.