L'ironia della rete si era scatenata nei giorni scorsi, quando dopo la segnalazione del presidente del comitato Venezia-Buenos Aires, Paolo Uguccioni, circa la pericolosità dei cartelloni pubblicitari di una campagna di intimo con protagonista Belen Rodriguez , si era deciso di rimuoverli, per una questione di sicurezza stradale. "Quei manifesti sono troppo sexy, toglieteli", questo il grido di protesta, che non ha lasciato indifferenti i responsabili. Nelle scorse ore si era scatenata la rete, proponendo vari poster eventuali che potessero sostituire Belen in biancheria intima, in pieno corso Buonos Aires. L’hashtag #AlPostoDiBelen ha scatenatol’ironia della rete che ha preso spunto dalla paradossale vicenda, proponendo le alternative più improbabili al posto del manifesto oggetto del contenzioso verbale tra Uguccioni e la soubrette. Nella nota alla stampa, Uguccioni sottolineava che il manifesto cattura l’attenzione dei guidatori, “con il conseguente grave pericolo di tamponamenti, scontri con motociclisti e investimento di pedoni”

Nel frattempo la sostituzione del mega poster è avvenuta in tempi strettissimi, quasi immediati, visto che stamattina era già presente lo spot di una nota marca di orologi. Era stata la stessa Belen a far notare la presenza del suo poster (ammesso che qualcuno non l'avesse notato), con un video immancabilmente postato sui suoi canali social, mentre girava per strada in macchina. Inutile dire che questa polemica non farà che incrementare la popolarità della conduttrice, protagonista di un fenomeno analogo a quello che qualche anno fa caratterizzò la città di Napoli: una nota società di navigazione pubblicizzava i collegamenti marittimi di Napoli con le isole con due enormi seni su un poster lungo decine di metri, che finì al centro delle polemiche proprio perché probabile elemento di distrazione dei conducenti.