Sono direzionate da anni le simpatie politiche di Iva Zanicchi, prossimamente opinionista del Grande Fratello 2019. Cantante che ha saputo ritagliarsi un’ampia fetta di pubblico televisivo, Iva si prepara a tornare a lavorare per il piccolo schermo. È archiviata, ormai, la parentesi politica di qualche anno fa quando, candidandosi con Forza Italia, nel 1999 e nel 2004, non riuscì a ottenere voti sufficienti per sedere nell’europarlamento. Iva è tornata stabilmente alla musica e, soprattutto alla televisione, non senza qualche rimpianto. Nel corso di un’intervista a La Verità, la Zanicchi ha ricordato quel periodo tumultuoso: “Arrivai prima tra i non eletti e senza avere il minimo aiuto del partito, che era contro di me. Avevano proibito di farmi fare campagna elettorale. Portavano in giro altre persone, molto più degne evidentemente. Si doveva votare quelle. Licia Ronzulli prese 3.000 voti in meno di me nonostante una campagna hollywoodiana”.

Il supporto alle politiche sull’immigrazione

Dato che sono una veggente – in casa dicono strega – già dieci anni fa ogni volta che parlavo al Parlamento europeo ripetevo sempre la stessa cosa: ‘L'Italia è lasciata sola’. Me ne vanto. E mi deridevano pure: ‘Dici sempre le stesse cose!’, mi rimbrottavano” aggiunge la Zanicchi introducendo il tema dell’immigrazione, tra i più dibattuti in Italia in questo particolare momento storico. L’artista ha le idee chiare, soprattutto in merito agli interventi che si augura arrivino dall’Europa:

Troppo facile per Germania e Francia lasciare a noi il problema e puntare il dito accusandoci di razzismo. Un' azione è necessaria. L'Europa deve aiutarli là. Si può fare. Si può!

La legittima difesa e le rapine subite

Un altro argomento che sta a cuore a Iva riguarda l’estensione del concetto di legittima difesa. Vittima, più di una volta, di alcune rapine che hanno avuto per teatro la sua casa in Brianza, l’artista si dice certa che un intervento robusto debba essere messo in agenda: “Sono stata molto bersagliata. Con il maresciallo di Arcore a forza di rapine siamo diventati amici. Ma quando gli ho confidato che volevo prendere il porto d' armi, mi ha sconsigliato: ‘Loro sono più veloci di lei. È pericolosissimo’. Infatti in casa non ho armi. Certo che se ti entrano in casa e minacciano tua figlia o tua nipote…Beh, se trovo un coltello, io ti taglio la gola! Nessuno tocchi la mia famiglia”.