Continua il battibecco a distanza che vede da una parte Fedez e dall'altra Francesco Facchinetti. Nei giorni scorsi, il rapper ha rilasciato un'intervista al settimanale Sette, nella quale ha dichiarato:

"Non si può non riconoscere il fatto che sia stato molto più fortunato di me e che la sua carriera tv non è stata meritata. Se guardo Alessandro Cattelan, vedo talento e perseveranza. Con Facchinetti vedo solo suo padre. Anch’io ho dovuto fare da solo. Quando ero agli esordi, non avendo i mille euro da dare a un regista per un video, mi comprai una macchina fotografica da 500 euro, mi chiusi in casa e guardando i tutorial ho imparato a montare i video da solo, che sono ancora online, con 15-20 milioni di visualizzazioni".

Facchinetti non è restato a guardare. Prima lo ha "rassicurato" dicendogli che sarebbe riuscito a vendere dischi anche senza parlare di lui, poi lo ha invitato a mettere fine a questa "cultura dell'odio" e a dare un esempio positivo ai giovani. Poche ore più tardi è arrivato il commento di J-Ax, che ha appoggiato Fedez e ha parlato di "nepotismo":

"Continuo ad alimentare questa telenovela da social network perché la questione è meno “superficiale” di quello che sembra a prima vista. Vedi caro Francesco, in Italia esiste una cosa che si chiama nepotismo. Questo sistema millenario non funziona solo per raccomandazione diretta ma anche per quello che mi piace chiamare “leccata di c*lo alla lontana”. In pratica fratello, un cognome famoso è un cognome famoso, punto. Anche per te che hai fatto il punk e il ribelle (lol), e adesso ti credi la versione “brianza” di “Wolf of Wall street”. (Guarda mamma senza autore!!!)".

Ha spiegato che non era sua intenzione offendere Roby Facchinetti – padre di Francesco, ma che è convinto che il suo cognome lo abbia aiutato:

"Ora, Francesco attento a non fare confusione. Nessuno sta insultando tuo padre, citandoti direi che anche io sono “fiero di tuo padre”. Qui nessuno spande “odio” zio, è in atto un dibattito. Tu sei diventato famoso come il figlio di Facchinetti, non facciamo finta che non sia vero dai. Ti sei presentato a fare la versione bis di “è qui la festa” fuori tempo massimo e ti misero in vetrina ovunque. Diciamoci la verità. Se tuo padre non fosse chi è, non ci sarebbe stata notizia. Non sarebbe stato divertente per i giornalisti scriverlo: Il “figlio dei Pooh” coi tatuaggi e la bandana. Capisci adesso?"

Poi lo ha accusato di aver "rispedito il rap indietro di 20 anni":

"Lo sai quanti più bravi di te avrebbero MERITATO il tuo contratto discografico o il tuo airplay radiofonico allora? Dopo un po' sei diventato un bravo presentatore televisivo e bella di padella! Se i rapper ti citano spesso è perché tu con un disco solo, sei riuscito a rispedire il rap italiano indietro di 20 anni. Ci hai riportato tutti in una dimensione dove i pantaciclisti fluorescenti e Gardaland erano “urban”. Mettila sul ridere, che già ti avevano preso in simpatia. Ti ho visto fare la comparsa nel video di Emis Killa e mi sembravi finalmente realizzato artisticamente".

Infine, ha spiegato perché ha deciso di prendere le difese di Fedez:

"Sono intervenuto per “difendere” Fedez, perché entrambi combattiamo quotidianamente in nome della meritocrazia e odiamo a morte il nepotismo. Questo è il messaggio che vogliamo far passare ai “milioni di giovani” (ma come c*zzo parli?) che seguono (NOI) sui “social”. L'esempio che diamo è allucinante? Spero di sì. Ci siamo stancati di una cultura che sembra il frutto di unioni tra consanguinei. Fantastico che tu dica di ascoltarmi da quando avevi 12 anni ma dici che mi scrivono le battute. Come sai, caro Francesco, ad ognuno dei giudici/coach viene affibbiato un autore. Chiunque faccia televisione, da Bonolis a Vespa. La differenza è che io e Fede i nostri collaboratori ce li siamo trovati da soli scavando nei blog e non ce li siamo fatti imporre. La differenza è che abbiamo spaccato e a “voi” vi rode tantissimo il c*lo. La differenza è che anche tu hai sempre avuto un autore che “ti scrive le battute”, solo che non facevano ridere. #djfrancescononmentire e muovi a tempo il bacino".