Il volto di Jason Momoa è ormai familiare, senza dubbio perché rientra tra le star più conosciute di Hollywood, ma ancor prima perché appartiene ad uno dei personaggi più iconici delle serie televisive: impersonava, infatti, Khal Dogo in Game of Thrones, la saga che conta uno sconfinato numero di seguaci in tutto il mondo. Eppure, nonosante l'attore abbia impersonato altri ruoli nella sua carriera, una volta finita la serie non ha vissuto un periodo propriamente felice.

La confessione di Jason Momoa

A raccontarlo è proprio Momoa, in un'intervista rilasciata alla testata InStyle, sottolineando quanto abbia dovuto faticare per affermarsi nel dorato mondo di Hollywood e quanti problemi siano emersi con la fine della serie tv tratta dai romanzi di George R.R. Martin, che gli ha dato notorietà. L'attore fa una dichiarazione piuttosto inaspettata, visto la sua attuale popolarità, e si confida: "Stavamo morendo di fame. Non riuscivo a trovare lavoro. È molto difficile quando hai bambini e sei pieno di debiti". Una condizione che, purtroppo, l'attore aveva già dovuto affrontare, quando diversi anni prima, nel 2000, finite le riprese di Baywatch si è ritrovato a doversi fare i conti in tasca: "Non riuscivo ad arrivare a fine mese, non ero in grado di pagare le bollette. Ho dovuto addirittura rinunciare ad un agente per almeno tre o quanti anni".

La carriera in ascesa

Fortunatamente, però, passato del tempo dalla fine di Game of Thrones, Jason si è rimboccato le maniche e tra un provino e l'altro è riuscito a conquistare un ruolo che gli sarebbe valso un posto sui red carpet hollywoodiani, ovvero quello il personaggio da lui interpretato in "Justice League", ovvero Aquaman, che sarebbe diventato poi il protagonista di una saga a sé stante, a partire dal 2018. Da quel momento, quindi, la sua è stata una carriera in ascesa, infatti, poi, è entrato a far parte del cast di uno dei film più attesi di sempre "Dune" di Denis Villeneuve.