Jude Law è uno degli attori più amati di Hollywood, incoronato sex symbol non appena è comparso per la prima volta sul grande schermo, con quei grandi e languidi occhi verdi, il sorriso accattivante e i capelli di quel biondo scuro che, come capita a molti inglesi, quasi sfocia nel ramato. Lo abbiamo visto nei ruoli più disparati, lo abbiamo amato per i suoi mille volti e non abbiamo mai smesso di constatare che il titolo di sex symbol gli si addicesse ogni anno di più, eppure anche i divi di Hollywood sono soggetti ad invecchiare. In un'intervista rilasciata al settimanale Io Donna, il 47enne ha dichiarato di aver un buon rapporto con questa fase della sua vita e ha parlato della sua esperienza per il piccolo schermo, diretto da Paolo Sorrentino.

Il lavoro con Paolo Sorrentino

Strano a dirsi, ma anche i belli sono soggetti al passare del tempo, ci sono i soggetti sui i quali l'incedere degli anni inizia a diventare un problema, ed altri che non sembrano essere turbati dagli anni che incombono, proprio come Jude Law. L'attore britannico, infatti, ha dichiarato: "Dicono che sia follemente attraente? Bè, e allora? Sono anche follemente contento di sentirmelo dire, perché passati i 45 anni non mi devo più preoccupare della perdita dei capelli". In questa lunga intervista rilasciata ad Io Donna, l'inserto femmine del Corriere della Sera, si è parlato non sono di bellezza e di rapporto con l'età, ma anche dell'esperienza con Paolo Sorrentino, dopo The Young Pope, di cui è stato l'irriverente protagonista, dal 10 gennaio arriva il secondo capitolo della serie Sky, The New Pope. Jude Law non può che spendere parole positive a riguardo:

L’esperienza precedente in The Young Pope è stata veramente bella ma pensavo fosse definitivamente conclusa. Paolo, invece, è rispuntato con una nuova idea: gli serviva qualcosa di straordinario per spingere quel personaggio ancora oltre  nel suo percorso interessante e imprevedibile. Servivano nuovi conflitti e nuove dinamiche. Io ho una fiducia totale in Sorrentino e amo il suo lavoro, il suo gusto impeccabile, la sua visione e la sua intelligenza. E quando torni a lavorare con lui hai ormai sviluppato un linguaggio che non è solo verbale: ci si capisce in un baleno e ti lanci senza più timori.

Il rapporto con la fede

Un'esperienza diversa dalle altre, quella in cui ha dovuto vestire i panni del pontefice, che lo ha messo a contatto con un mondo delicato e talvolta misterioso, come quello della chiesa e gli ha fatto rielaborare anche il suo concetto di fede, come spiega sulle pagine del settimanale: "Sì, direi che in qualche modo ho fede. Vedo la fede come un viaggio, un percorso intimo e sono reticente a parlarne così in pubblico. Il mio è un viaggio personale in cui devi migliorare come essere umano, risolvere i tuoi conflitti, trovare pace in te stesso, alla fine dare un senso a tutto. Ecco, credo in una sorta di ordine naturale: la natura è la forza più potente del pianeta e sopravviverà a tutti noi. È una bella sfida, un’evoluzione continua, imprevedibile, mutevole."