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La mamma di Valeria Marini parla della truffa: “Parlavano di sesso, ma erano solo soldi”

Gianna Orrù, madre di Valeria Marini, ha dato la sua versione della truffa subita e per cui le sono stati sottratti 350 mila euro.
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Durante una puntata di Storie italiane Gianna Orrù, la mamma di Valeria Marini, ha parlato della truffa che ha subito e per cui le sono state sottratti 350 mila euro. La donna sarebbe stata truffata quando un produttore cinematografico, Giuseppe Milazzo, le avrebbe detto di essere un trader online proponendole un piano finanziario di criptovalute, falsificando documenti e giustificando tutto come se fosse una storia di sesso e non una truffa finanziaria: "Hanno parlato di foto nude, hanno detto che avremmo fatto sesso, questo tizio, innocente fino a prova contraria, ha detto a un giornalista che non era vero niente, che era una storia di sesso, che non è vero che aveva fatto un investimento, ma che era innamorato di me, voleva fare sesso con me e dopo ha detto di avere materiale di foto nude mie. Un giorno è venuto da me, all'improvviso, questo giornalista dicendo che quell'uomo aveva detto che avevo fatto sesso con lui e che lui ha foto nude, lì per lì sono rimasta così, poi ho detto ‘Sì, ma i soldi dove sono? Perché non vedo il nesso tra la truffa, i soldi, il sesso e le fotografie. Parlami dei soldi che mi hai truffato, dove hai messo i miei soldi?'".

Orrù avrebbe conosciuto quest'uomo nell'ufficio della figlia e avrebbe fatto passare un po' prima di cominciarle a chiedere soldi e convincerla a investire: "Un giorno viene questo tizio in ufficio per un corto fatto da Valeria. All'inizio non mi chiede nulla, il primo giorno dice di dover andare a Civitavecchia per vedere se questo suo amico gli avesse fatto guadagnare dei soldi, io non ho ribattuto e lui è andato via. Questo ti fa capire che lo fa per mestiere. È venuto in ufficio per incastrarmi. In diverse tappe gli ho versato con un regolare bonifico bancario e la causale ‘investimenti', 335 mila euro, più tutti i soldi che dopo continuavano a chiedere. Perché loro ti continuano a martellare. Gli ho dato questi soldi perché sono una polla e cinque mila euro in tre mesi sono diventati 50 perché 5 mila io e cinque mila finti suoi e così via.

La donna ha raccontato di aver rifiutato l'aiuto dei figli che avevano capito cosa stava succedendo. Erano andati anche con delle prove, soprattutto il figlio commercialista, ma lei ha detto di non aver voluto sentire ragioni: "A un certo punto gli avrei potuto dire di ritirare quei soldi e ognuno si prendeva la parte propria invece ho detto di rinvestirli. I miei figli hanno provato a farmi capire che era una truffa ma io avevo paura della verità, non ho voluto dar retta a nessuno. Io non sono una sprovveduta, non sono sola perché ho i miei figli, sono una che ha sempre lavorato, non sono una persona fuori dal mondo del lavoro, ma è come se a un certo punto mi avessero svegliata". Quando gli investigatori hanno cominciato a indagare, hanno bloccato i conti dell'uomo che però erano vuoti. Nei giorni scorsi è stato deciso che il processo per truffa aggravata si terrà il 22 gennaio del 2023.

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