Silvio Muccino avrebbe momentaneamente lasciato il set per dedicarsi alla sua più grande passione: lavorare il legno. Lo scrive il settimanale "Chi" che nella rubrica dedicata alle pillole di gossip racconta la nuova vita del giovane ragazzo prodigio del cinema italiano, regista, scritto e attore e, oggi, anche artigiano: “Da tempo ormai si sono perse le tracce di Silvio Muccino enfant prodige del cinema italiano e fratello del regista. Silvio ha lasciato i set, per trasferirsi in Umbria e coltivare la sua grande passione: lavorare il legno. Infatti, ha aperto un mobilificio di prodotti fatti a mano per la casa. E il suo marchio va a ruba”.

La smentita dello staff

A quanto pare, invece, si tratterebbe di una fuga di notizie non veritiera. Almeno questo è quanto è stato dichiarato dallo staff dell'artista, che si è mobilitato subito per smentire quanto era stato divulgato dal settimanale di Alfonso Signorini. L'agenzia che segue Silvio Muccino, infatti, ha così esordito al TGCOM24: "È una fake news, non ha aperto un mobilificio artigianale". 

L’allontanamento dal fratello Gabriele

Muccino, oltre a far parlare per l’abilità da regista, attore e scrittore, è stato a lungo chiacchierato per il rapporto con il fratello Gabriele, altro volto del cinema italiano. Tra i due non esiste il rapporto fatto di intesa che lega in genere chi condivide un legame di sangue. A maggio, il regista è stato rinviato a processo per diffamazione per avere dato del “violento” durante un’intervista rilasciata a "Non è l’Arena" tre anni prima. In quell’occasione, il più giovane dei fratelli Muccino dichiarò:

Sua moglie Elena spesso mi raccontava che lui veniva alle mani ed era violento e aggressivo. Ci sono stati ripetuti episodi di violenza domestica. Un’estate poi eravamo nella casa di campagna di Gabriele, lui era innervosito e andò in camera da Elena. Quando mi avvicinai alla porta la vidi uscire con una mano sull’orecchio e le lacrime agli occhi. Non sentiva più niente: uno schiaffo le aveva perforato un timpano e ha dovuto subire una timpano-plastica per riacquisirlo in parte. Sono stato indotto a mentire e ho negato questo schiaffo davanti ai pm. La mia famiglia ha fatto figurare che fosse un incidente avvenuto in piscina. E alla fine io ho reso falsa testimonianza. Era una mia responsabilità e scelsi la mia famiglia anziché la verità, non me lo sono mai perdonato, avevo 24 anni e feci crack.

Il rapporto di Silvio Muccino con la sua famiglia

Non sarebbe idilliaco nemmeno il rapporto che lega Silvio al resto della sua famiglia. Sempre da Giletti, Muccino raccontò di avere subito pressioni da parte del padre che gli avrebbe intimato di non acciusare il fratello: “Due mesi fa ricevo una lettera di mio padre che mi dice che se io avessi osato difendermi in tribunale e testimoniare per Carla (Vangelista, ndr) anche lui si sarebbe scatenato mediaticamente contro di me, rilasciando interviste. Io ho avuto paura come 10 anni fa. Solo che ora ho 34 anni, non posso permettere che la mia vita venga mossa da intimidazioni. A mio padre di Carla non interessa niente, io sto intaccando oggi il buon nome della famiglia Muccino”.