la storia di sic e kate

Non voleva crederci. Pensava fosse un errore, o magari una finzione, un sogno, o meglio un incubo. Eppure sin dal primo tragico istante dell'incidente di Marco Simoncelli, le telecamere andarono a pescare, impietosamente, la faccia distrutta dalle lacrime, venute fuori quasi all'istante, di Kate Fretti. Troppo forte lo schianto, troppo fermo sull'asfalto, come una foglia staccata dal suo albero, era Super Sic da non poter far altro che restare attoniti. In lacrime.

Kate Fretti e Marco Simoncelli erano una coppia a tutto tondo, lei italiana di origini filippine, figlia del progresso economico e del Belpaese sempre più cosmopolita, lui, ragazzo di paese doc, tutto casa, famiglia e motori. Impossibile non innamorarsi l'uno dell'altro.

Kate Fretti: "Marco troppo perfetto per vivere in mezzo a noi"

"Troppo perfetto per vivere in mezzo a noi" – questo è stato il saluto di Kate, il giorno dei funerali. Darsi la convinzione che, se è andata così, c'è una ragione più grande di ognuno di noi, darsi la convinzione che, se Marco non c'è più, è perchè davvero, come è stato detto nell'omelia durante i funerali, adesso il Super Sic ci guarda dal podio più alto di tutti. E sorride.

Il fascino esotico di Kate Fretti colpì Marco Simoncelli non da subito, eppure sembra strano che una ragazza così bella, con quel sorriso, con quegli occhioni grandi passi inosservata. Ma Super Sic era fatto anche così, era uno che non si lasciava prendere dallo stereotipo, però, cinque anni fa, sulle spiagge di Riccione, la conobbe mentre lei gioca a pallavolo e restò di sasso. Kate non lo sa nemmeno chi ha di fronte, erano i tempi delle prime vittorie per Sic.

Due mesi di corteggiamento asfissiante, simpatico, folle, alla Simoncelli e poi solo amore: cinque lunghi anni dove solo nel maggio 2011 lei decide di lasciare il suo lavoro di impiegata per trasferirsi a Coriano e curare l'immagine di Marco. Poi il destino. Tragico, ineluttabile. Una telefonata a Maurizio, suo padre: "Dimmi che non è vero!". Le stesse parole ripetute a Paolo Simoncelli. Stavolta non c'è lieto fine in questa splendida storia d'amore. C'è solo silenzio, tanto silenzio. E' la pausa che vuole Dio ad ogni sofferenza.