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La verità sulla foto di Maurizio Costanzo e Maria De Filippi: come fu pubblicata nel 1992 e perché

La vera storia del fotomontaggio di Maurizio Costanzo e Maria De Filippi ritratti come due sposi novelli. La conduttrice crucciata e apatica contrapposta al noto giornalista beato e sorridente ha generato, da sempre, una certa ilarità. Fanpage.it ha acquistato quel Gente Mese del 1992 in cui è contenuta la foto e scoperto, così, che lo scatto risale a tre anni prima delle nozze e non fu assolutamente presentato come un fake dal direttore Sandro Mayer.

C’è tutta una storia, diversa da come la si conosce, dietro la foto di Maurizio Costanzo e Maria De Filippi ritratti come due sposi novelli. Giovanni Ciacci ha svelato che lo scatto in questione sarebbe un fotomontaggio voluto da un famoso direttore di un giornale dell’epoca, del quale non ha voluto fare il nome. Abbiamo preso informazioni e acquistato la copia originale di quel Gente Mese del 1992 in cui quel direttore in questione, il defunto Sandro Mayer, avrebbe voluto fortemente la coppia più chiacchierata del giornalismo italiano per un servizio fotografico posato, in abiti da sposi.

Il motivo, però, non era l’occasione del loro vero matrimonio, avvenuto il 28 agosto 1995, ben tre anni dopo, bensì uno speciale “Super sposati” previsto per quel numero di marzo. Inoltre, Mayer chiese  a Costanzo di firmare un editoriale di accompagnamento, intitolato Elogio del matrimonio, nel quale il giornalista avrebbe potuto spiegare, alla luce dei suoi tre matrimoni falliti, perché credesse ancora nella sacra unione tra due individui e soprattutto quanto lo desiderasse con la compagna del tempo, al suo fianco da due anni, Maria De Filippi.

L’editoriale firmato da Maurizio Costanzo per Gente Mese marzo 1992

Il presunto fotomontaggio fu presentato come uno scatto reale

La foto in questione, quella di Costanzo baldanzoso sposo con fiore bianco all’occhiello con la De Filippi laccata e catatonica, accompagnava l’editoriale con una didascalia scritta probabilmente dallo stesso Mayer. In questo trafiletto, intitolato a parte “Un pò per gioco, un po’ per prova?”, si spiegava perché il giornale aveva voluto un trattato sul matrimonio firmato proprio dal noto giornalista pluridivorziato e come mai aveva chiesto alla coppia di posare in quelle vesti nuziali, senza fare alcun tipo di riferimento al fatto che fosse un fake:

Maurizio Costanzo crede fermamente nel matrimonio e ha scritto il simpatico articolo di ‘elogio’ che pubblichiamo in queste pagine: il popolare giornalista si è infatti sposato tre volte e non è escluso che un giorno farà ancora il grande passo con Maria De Filippi, che è la simpatica compagna della sua vita. E, sapendo quanto siano carichi di umorismo, oltre che di intelligenza, sia Maurizio che Maria, ci è venuta l’idea di chiedere proprio a loro di presentare in copertina questo numero dei ‘super sposati’. Come avete visto, hanno simpaticamente acconsentito indossando l’abito da sposa e l’abito da sposo, creando con questa divertente immagine un vero e proprio elogio del matrimonio. Da parte nostra facciamo a Costanzo che, come abbiamo detto, crede fermamente nell’istituzione, e a Maria l’augurio di indossare davvero al più presto questi abiti per una nuova copertina.

Il falso storico e le convinzioni sbagliate

Era il marzo del 1992 quando queste parole scandivano quello che sarebbe diventato il ‘caso’ di un'era 3.0, allora ancora impensabile, costellato da un certo numero di errori e inesattezze. A conti fatti, quello che Ciacci ha dichiarato essere stato fotomontaggio, non fu presentato come tale sulla prima pagine di Gente Mese; la convinzione che fosse un servizio uscito contestualmente alle loro nozze è del tutto infondata, visto che era antecedente di almeno tre anni; e infine, la volontà Maurizio Costanzo e Maria De Filippi di mostrarsi come nel giorno delle presunte nozze già avvenute, è inventata di sana pianta, visto che tutto è nato, sin da principio, come un posato, ovvero un servizio fotografico in posa, richiesto da Sandro Mayer per uno speciale sui matrimoni da inserire nella popolare rivista mensile della Rusconi editore.

L'editoriale di Costanzo fu una dichiarazione d'amore

E le parole conclusive dell’editoriale di Maurizio Costanzo non avevano altro fine che gettare basi solide, pubblicamente, a quella che era la sua storia con la ‘simpatica' Maria De Filippi da due anni (i due si conobbero nel 1990), esplicitando il desiderio di concretizzare con lei un progetto di vita che, in effetti, di lì a pochi anni, li avrebbe condotti in Campidoglio al cospetto del loro officiante d’eccezione, l'allora sindaco di Roma Francesco Rutelli. Il giornalista chiudeva così l'elogio al matrimonio, presentato in prima pagina con il suo motto ‘sposarsi è bello‘:

Per tornare al personale, dirò che malgrado tre matrimoni non andati a buon fine, non coltivo rancori nei confronti della vita a due o in due, ma anzi ne sono diventato un paladino, nella convinzione che da soli non si può stare. Ricordo infatti i miei periodi da single come stagioni di frenesia e di malinconia: ingiustificata la prima, giustificata la seconda. Io sulla convivenza e sullo stare insieme ci scommetto ancora nel giorno dopo giorno della mia storia attuale, nella fondata speranza di aver finalmente imboccato la strada giusta.

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