La cantante di Faenza racconta in esclusiva a Vanity Fair il percorso e i momenti della sua gravidanza, come l'ha scoperto e come è riuscita a portare avanti un tour tutto sold out, con la piccola Paola già in grembo.
in foto: Foto: Diva e Donna

Laura Pausini racconta la sua maternità sulle pagine di Vanity Fair, mentre i primi scatti con la sua piccola Paola tra le braccia sono su Diva&Donna. La cantante rivela la paura e l'ansia di affrontare l'idea di una gravidanza, lo stupore della notizia, i momenti nel tour dove, tra una canzone e l'altra, necessitava di riprender fiato ed un tour bellissimo che non ha potuto fermare perché "ne andava del benessere di troppe famiglie". L'intervista su Vanity, a firma di Sara Faillaci, rivela molte di queste curiosità che, senza dubbio, faranno piacere a tutti i fan della cantante 39enne di Faenza.

È stata una grande sorpresa anche per me. Sinceramente non pensavo più di poter rimanere incinta senza aiuti: da anni non usavo precauzioni, e non era successo niente. Tra l'altro avevo scoperto di avere un problema, ero convinta di dovermi operare. Avevo programmato di farlo una volta completato il tour, invece Paola mi ha anticipato.

Un bebé all'improvviso, come il titolo di una commedia americana, Laura ha scoperto solo sul palcoscenico che "qualcosa non andava"…

Che stava succedendo qualcosa me ne sono accorta sul palco a Perugia. Me ne accorgevo dal respiro, sentivo il bisogno di riprendere fiato tra una canzone e l'altra. Ma chi pensava di essere incinta, dopo tanto tempo? Quando ho fatto il test mi è venuto un colpo. Vista la mia situazione sapevo di dover stare a riposo, ma c'erano ancora tante date e tutte sold out. Fermarmi era impensabile, ne avrebbe risentito del lavoro di troppe persone, e del benessere di troppe famiglie.

La scelta del nome, alla fine, è stato un atto di democrazia:

E' una fusione tra il nome mio e quella del mio compagno (che si chiama Paolo, da qui PaoLa, ndr). In lizza c’erano anche Alice, Francesca, Silvia, Giulia: avevamo deciso di scegliere dopo aver visto la bambina. Solo che io, nello stordimento dei primi minuti, quel momento l’ho rimosso. Ho saputo dai miei familiari che l’avevamo chiamata Paola, dopo che il mio staff l’aveva già annunciato al mondo intero