Lena Dunham lancia un importante messaggio alle donne che non riescono ad avere figli, intrappolate nel luogo comune per cui non essere madri è sinonimo di fallimento. La sceneggiatrice, attrice e regista, tra i più grandi talenti della tv americana (è famosa soprattutto per il cult "Girls") non solo è una paladina del femminismo, ma da tempo affronta l'argomento della maternità, cui è legata per una difficile esperienza personale. La Dunham soffre di endometriosi e lo scorso anno ha scoperto di non poter avere figli in modo naturale. Da allora ha avviato un lungo percorso per diventare madre, dolorosissimo e senza lieto fine.

Il messaggio alle donne che non possono essere madri

"Chi sono se non sono una madre?", si era chiesta Lena Dunham ha raccontato la sua storia in un articolo su Harpers' Magazine, "per le molte donne che hanno fallito sia la scienza medica che la loro stessa biologia, ma che si sono sentite ulteriormente fallite per l'incapacità della società di immaginare per loro un ruolo diverso da quello di madre" e per "ricordare che ci sono tanti modi per essere madre e ancora più modi per essere donna". L'autrice ha pensato all'adozione subito dopo un intervento chirurgico con rimozione di utero, cervice e una delle ovaie  a causa dell'endometriosi. L'idea di diventare madre era diventata anzi un'ossessione, ma il tentativo è fallito a causa della sua dipendenza dalle benzodiazepine per i dolori cronici, che l'ha spinta prima a cercare aiuto con un periodo di rehab. Quindi, ha scoperto che per lei c'erano ancora possibilità di restare incinta con la fecondazione in vitro, grazie all'ovaia che non era stata rimossa nell'operazione.

Quando Lena Dunham ha scoperto di non poter avere figli

Dal momento che la relazione con il suo fidanzato era appena finita, la Dunham ha scelto di usare il seme di un donatore. In una lunga e toccante ricostruzione, l'attrice ricorda le paure e le ansie vissute, sino all'esito che è stato purtroppo negativo: "Ho scoperto che nessuna delle mie uova era vitale nel giorno del Memorial Day, nel bel mezzo di una pandemia globale. Qualche settimana dopo aver scoperto che non sarei mai diventata una madre biologica, ho iniziato a produrre latte". Il suo percorso l'ha portata però ad accettare la situazione e ad andare avanti, consapevole della sofferenza che l'ossessione di avere un figlio ha generato.

È incredibile quanto tu possa allontanarti da te stesso nel tentativo di ottenere ciò che desideri. Quello che era iniziato come il desiderio di portare in grembo il figlio dell'uomo che amavo era diventato il desiderio di avere un figlio con un uomo che era disposto ad aiutarmi ad averne uno. Presto si è trasformato nell'assumere un avvocato per redigere un contratto con un amico donatore di sperma. Ho provato ad avere un figlio. Lungo la strada, il mio corpo si è spezzato ed è successo anche alla mia relazione. Durante il percorso, sono diventata una drogata. Ogni passo mi ha portato più lontana dal mio corpo, dalla mia famiglia, dalla mia realtà. Ogni mossa era sempre più costosa, più disperata, più solitaria. Ci sono molte cose che si possono correggere nella vita: puoi mettere fine a una relazione, diventare sobrio, diventare serio, chiedere scusa. Ma non puoi costringere l'universo a darti un bambino se il tuo corpo ti ha detto che è impossibile. Le uova cattive non si schiudono. Non puoi forzare la natura. La cosa ironica è che sapere di non poter avere un figlio, la mia capacità di accettarlo e andare avanti, potrebbe essere l'unica ragione per cui merito di essere il genitore di qualcuno. Penso di avere finalmente qualcosa da insegnare agli altri (link all'articolo completo).