Reduce dalla vittoria dei David di Donatello con A casa tutti bene che ha vinto il Premio Spettatore, ovvero il film che ha ottenuto il maggior numero di presenze nelle sale, Gabriele Muccino si lascia andare ad alcune dichiarazioni piuttosto piccate in un'intervista riportata da Dagospia.

Autore di film iconici

Quando si sente parlare di Gabriele Muccino, inevitabilmente il pensiero va alla sua prima creazione cinematografica: L'ultimo bacio, un film che ha forgiato una generazione di attori che, attualmente, possiamo definire tra i migliori esponenti della classe attoriale italiana. Nomi come Stefano Accorsi, Pierfrancesco Favino, Giovanna Mezzogiorno, Giorgio Pasotti, Claudio Santamaria ed altri ancora che hanno contribuito a creare un immaginario ben radicato nella società italiana. Come lo stesso Muccino afferma:

"Quel film va inquadrato storicamente: è l' ultimo successo prima del' 11 settembre 2001, e il dato non è irrilevante. Il mio successivo, Ricordati di me, girato dopo quella tragedia, ha uno sguardo diverso rispetto al futuro, una prospettiva temporale molto ridotta. Il futuro era illimitato, il mondo era pacificato, le crisi finanziarie lontane; è stata l' ultima fase nella quale proiettavamo dentro noi stessi la sfera del Novecento."  Il mondo si è inscurito, ed è iniziato quel rewind di cui oggi vediamo in maniera plastica gli effetti. Sì, L' ultimo bacio ha segnato la fine di un' epoca.

Secondo il regista, quindi, dal suo film d'esordio sarebbe cambiato anche il modo di percepire il mondo, e gli stessi interpreti si sono trovati ad combattere un conflitto interiore, un'esplosione emotiva non facile da gestire e di cui lui stesso si è sentito vittima, tanto da dichiarare: "Hollywood mi ha salvato". La produzione americana di Muccino e il sodalizio con Will Smith, protagonista di film che hanno ottenuto un successo mondiale come La ricerca della felicità e Sette anime, hanno rappresentato una svolta significativa, che ha permesso al regista di non ricadere nella ripetitività e di comprendere l'importanza del marketing e della distribuzione, fondamentale per la riuscita del film.

La polemica ai David

Il fatto che A casa tutti bene abbia ottenuto solo tre candidature ai David ovvero per le musiche di Nicola Piovani, per Massimo Ghini come miglior attore non protagonista e infine, la novità più acclamata dell'anno ovvero il Premio Spettatore, ha suscitato un notevole malcontento nel regista. Già sul palco al momento della premiazione Muccino è risultato piuttosto prolisso, nel suo discorso di ringraziamento ha infatti elencato le maestranze che hanno contribuito alla creazione del film, tutto il lavoro fatto con gli attori, insomma ha cercato di tessere le lodi della sua creazione, pertanto non stupisce che su sul suo profilo Instagram abbia potuto scrivere: "il film meritava assai di più e dispiace doverlo scrivere. Ancor di più dispiace doverlo pensare, perché non capita sempre, ad ogni film che si realizzi, di essere così sicuri del proprio lavoro. Non sono presuntuoso, anche se sono certo che ora lo penserete categoricamente".

L'attacco ai critici

Serpeggia una forte contestazione nei confronti della critica cinematografica italiana: "So di valere più di quello che i critici dicono. Mi rompono continuamente i coglioni, e non so il perché" afferma candidamente il regista romano. E continua dicendo: "sono uno dei pochi registi italiani conosciuto nel mondo, e credo di essere bravoMa vengo oscurato e parlo anche per chi lavora con me". In effetti per la critica A casa tutti bene non è stato tra i film più apprezzati della scorsa stagione cinematografica, ci si aspettava un ritorno ancora più in grande. Ebbene, dal ritorno in Italia dopo 12 anni di assenza, Muccino dice di aver trovato dinanzi a sè un cinema ripetitivo, con storie e cast sempre uguali, e a questo proposito ha già in mente un grande progetto: "So già chi coinvolgere. Vedrete".