De Crescenzo con il nipote Michelangelo e la figlia Paola
in foto: De Crescenzo con il nipote Michelangelo e la figlia Paola

Napoli e l'Italia piangono la morte di Luciano De Crescenzo, uno degli ultimi fini intellettuali della cultura nostrana: scrittore, artista, conduttore, regista, ingegnere filosofo dotato di un eclettismo che ha avuto pochi pari. E con un privato ricco di curiosità, amori. E una bellissima famiglia,

Il matrimonio con Gilda

Anzitutto, il matrimonio. Luciano De Crescenzo sposò il suo grande amore, Gilda, nel lontano 1961, quando lei aveva 21 anni e lui 33. Le nozze, però, non durarono che quattro anni. Lei lo lasciò e, caso raro per l'epoca, ottenne l'annullamento del vincolo tramite la Sacra Rota. Nonostante la breve durata delle nozze, la coppia aveva già avuto una figlia, Paola. I primi momenti dopo la rottura furono però durissimi, tanto che lo scrittore pensò addirittura al suicidio. Poi, i rapporti con Gilda si consolidarono e furono ottimi per il resto della sua vita, come lo stesso De Crescenzo ha raccontato nell'autobiografia "Sono stato fortunato":

Pensavo di uccidermi con il gas. Poi, mentre salivo le scale di casa mi resi conto che non ne sarei mai stato capace, e me ne convinsi quando provai a scrivere la lettera di addio a mia figlia Paola, così decisi di farmi forza e andare avanti. (…) Oggi, come si dice, io e Gilda siamo amici, ma sinceramente non è questa definizione mi vada molto a genio: secondo me siamo qualcosa di più.

L'affetto per la figlia Paola e il nipote Michelangelo

L'amata figlia Paola, che dal genitore ha ereditato la passione per la letteratura, è stata al fianco del padre fino all'ultimo. Fortissimo il loro rapporto, nonostante lei avesse soltanto tre anni al momento della separazione dei suoi genitori: "Non ricordo un giorno, da quando io e Gilda ci siamo lasciati, che non abbia trovato anche pochi minuti per chiamare al telefono mia figlia", ha scritto lui, sempre nel suo libro autobiografico. Paola ha reso De Crescenzo nonno del nipote Michelangelo: "Devo confessare di essermi scoperto molto attento e premuroso come nonno, molto più di quanto non lo sia mai stato come padre. Sarà che in vecchiaia si diventa più sensibili, più profondi, si piange pure di più".

La relazione con Isabella Rossellini

In un'intervista di qualche anno fa su Il Giornale, definì le donne "la mia delizia, ma anche la mia croce". Tra gli amori dello scrittore, infatti, ci fu anche l'attrice Isabella Rossellini. Si conobbero in occasione delle riprese de "Il pap'occhio" (1980), film di Renzo Arbore in cui lei interpretava se stessa e De Crescenzo aveva il ruolo di Dio. Anche con lei, i rapporti sono sempre stati buoni: "Impegni di lavoro la portarono a New York e ci separammo. È stata la nostra fortuna. Probabilmente, se l'avessi sposata, il nostro amore avrebbe avuto una fine. Così, invece, ancora oggi ci vogliamo un gran bene". Curiosamente, fu proprio grazie a una ragazza che nacque il bellissimo rapporto con Renzo Arbore. Appena conosciutisi, scoprirono di essere fidanzati con la stessa donna. Come andò a finire? La lasciarono entrambi, e fu così che una rivalità in amore si trasformò in una grande amicizia.