La vicenda che ha visto protagonista Marco Carta si arricchisce ogni giorno di nuovi particolari. Il cantante era stato trovato venerdì in tarda serata alla Rinascente di Milano, mentre portava con sé sei magliette dal valore di 1200 euro, palesemente rubate. Ma non è stato così semplice portare a termine l'arresto dell'ex vincitore di Amici.

L'assalto dei fan alla Rinascente

Il 34enne sardo non si è sottratto alle forze dell'ordine, ma intento ad uscire dal lussuoso negozio milanese, con la sua amica Fabiana Muscas, è stato, letteralmente, accerchiato dai fan che avendolo riconosciuto non hanno esitato un attimo nel chiedere foto, o nell'avvicinarsi anche solo per scambiare due parole con il cantante, senza sapere di essere nel pieno di un arresto. Gli uomini del nucleo Reati Predatori hanno dovuto farsi largo tra la folla creatasi attorno alla celebrità, per por avvicinarsi all'ex protagonista del talent e portarlo nuovamente all'interno del negozio, per poter controllare le buste con gli acquisti. La refurtiva, in effetti, era nella borsa della donna e quando sono spuntate le magliette senza l'anti-taccheggio e il cacciavite, secondo quanto riportato sul Messaggero, Carta ha immediatamente incolpato la sua accompagnatrice: "È stata lei, è tutto nella sua borsa. Io non ho fatto nulla, non ho rubato". La stessa versione è stata confermata in aula durante il processo per direttissima, ma un vigilante, presente al momento del furto avrebbe dichiarato tutt'altro.

La dinamica del furto e il processo

Secondo un addetto alla sicurezza in borghese, che ha seguito i due all'interno del negozio, la dinamica sarebbe stata diversa e sembrerebbe stata una cosa organizzata, infatti ha dichiarato: "Lui entra nel camerino al terzo piano, lei resta fuori e gli passa una maglia alla volta, poi la borsa. Quando Carta esce non ha più le maglie in mano", inoltre i taccheggi sarebbero stati tolti nel bagno da dove il cantante avrebbe fatto un vero e proprio andirivieni, secondo quanto riportato sul quotidiano romano. Ciò che ha fregato i due "ladri" è stata la presenza di alcuni adesivi antifurto attaccati alle magliette, che hanno fatto scattare l'allarme. Marco Carta sarà processato il 20 settembre, il motivo per cui non è stato convalidato il fermo, subito dopo l'arresto, dipende da una sentenza della Cassazione del 2016, relativa alla detenzione della refurtiva, che il cantante non aveva con sé al momento del fermo.