Marco Carta confessa che avrebbe sognato di rendere noto il suo orientamento sessuale molto prima di quanto è avvenuto. Il cantante sardo, coinvolto nella spiacevole vicenda della Rinascente a Milano, pochi mesi prima aveva dichiarato di essere gay di fronte alle telecamere di Domenica Live, format condotto da Barbara d’Urso. Intervistato da Ok Salute e Benessere, racconta di avere posticipato la sua confessione solo perché invitato a procedere con maggiore cautela:

A volte le cose belle fanno paura. È il paradosso della vita: siamo spaventati dall’essere felici, specie per chi come me ha dovuto affrontare difficoltà molto serie già da piccolo. Era da un paio d’anni che volevo parlare pubblicamente del mio orientamento sessuale. Chi gestiva la mia immagine, però, mi invitava sempre a pensarci bene e così il mio entusiasmo si affievoliva. Loro volevano solo proteggermi, ma ormai sono un uomo e della mia vita privata sono responsabile solo io. Essere liberi è impagabile.

I motivi che hanno spinto Marco Carta al coming out

Marco sostiene di essere molto più felice da quando ha raccontato in tv di essere omosessuale, un atto dovuto anche nei confronti del suo compagno: “Sono più felice da quando ho detto di essere gay. A un certo punto ho sentito forte il bisogno di dovermi raccontare. Non potevo più accettare di non essere sincero, al cento per certo, con chi mi segue. I miei fan sono la mia famiglia. Lo dovevo a loro e al mio compagno, ma soprattutto a me stesso”.

Il furto alla Rinascente, nessun commento da Carta

Il cantante sardo non fa riferimento alcuno alla vicenda del furto alla Rinascente di Milano. Inizialmente arrestato, poi rilasciato dopo un processo per direttissima, attende adesso il processo con rito abbreviato la cui udienza è fissata per il 31 ottobre. Di fronte a quelle accuse, Marco si è sempre professato innocente: “Perché ho chiesto il rito abbreviato? Perché sono assolutamente innocente. Non direi pubblicamente di essere innocente se non lo fossi perché farei una brutta figura. La verità è quella che ho raccontato più volte”.