Mariah Carey, sulle pagine di ‘People', parla per la prima volta della sua lotta contro la malattia mentale. La cantante ha svelato che nel 2001 le è stato diagnosticato un disturbo bipolare di tipo II. All'inizio, impaurita e incapace di accettare l'idea di avere un problema, ha preferito isolarsi. Di recente, invece, ha deciso di chiedere aiuto e di ricevere le cure necessarie.

La diagnosi nel 2001

Nel 2001, Mariah Carey venne ricoverata dopo un crollo fisico e mentale. In quell'occasione, i medici le diagnosticarono un disturbo bipolare. "Non ci volevo credere": ha commentato la cantante. All'inizio è stato difficile per lei accettare di dover convivere con questo problema. Così, ha evitato di chiedere aiuto, sperando che nessuno venisse a conoscenza del suo segreto. Solo di recente, dopo quelli che ha definito "gli anni più duri che abbia mai affrontato", Mariah Carey ha deciso di prendere il toro per le corna e di curarsi:

"In principio pensavo di avere un disturbo del sonno. Ma non era normale insonnia. Lavoravo, lavoravo e lavoravo. Ero irritabile e costantemente in preda alla paura di deludere le persone. È venuto fuori che stavo sperimentando una forma di mania. I miei episodi depressivi erano caratterizzati da un bassissimo livello di energia. Mi sentivo così sola e triste e anche in colpa per non fare tutto il necessario per la mia carriera".

Dal rifiuto della malattia alle cure

All'inizio Mariah Carey ha preferito isolarsi, poi finalmente ha deciso di chiedere aiuto: "Fino a poco tempo fa vivevo nella negazione, nell'isolamento e nella costante paura che qualcuno mi potesse scoprire. Era un peso troppo grande da sostenere e semplicemente non potevo più farlo. Ho chiesto e ottenuto di curarmi, mi sono circondata di persone positive e sono tornata a fare ciò che amo, scrivere canzoni e fare musica".

Cos'è il disturbo bipolare di tipo II

Mariah Carey ha un disturbo bipolare di tipo II, che implica periodi di depressione e disturbi dell'umore come l'ipomania. Si manifesta in maniera meno grave rispetto al disturbo bipolare di tipo I ma comporta allo stesso modo insonnia, iperattività e irritabilità:

"Ora sto prendendo dei medicinali che sembrano funzionare. Non mi fanno sentire stanca o apatica o niente di tutto ciò. Trovare il giusto equilibrio è ciò che conta di più. Ora sono a mio agio quando parlo della lotta contro il disturbo bipolare di tipo II. Spero che cessino i pregiudizi che gravano sulle spalle di chi affronta tali malattie. A volte ci si ritrova da soli, si può essere incredibilmente emarginati. La malattia non ci definisce. Mi rifiuto di permettere che il disturbo bipolare mi definisca e eserciti il suo controllo su di me".

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