Si è spenta all'età di 81 anni Milva, la cantante conosciuta anche come "La Rossa" o ancora "la pantera di Goro". La sua è stata una carriera costellata di grandi successi, nonostante negli ultimi anni si sia dovuta ritirare dalle scene per il sopraggiungere della malattia che, con il passar del tempo, ha minato la sua memoria. Accanto alla cantante, c'è sempre stata sua figlia Martina Corgnati, nata nel 1963 dal matrimonio con il produttore Maurizio Corgnati.

Il matrimonio finito male con Maurizio Corgnati

L'amore tra Maurizio Corgnati e Milva, il cui nome era Maria Ilvia Biolcati, è nato nei primi Anni Sessanta, quando lui era già noto come regista cinematografico e successivamente televisivo, momento in cui la cantante iniziava ad affacciarsi timidamente al mondo della musica, avviando la sua carriera. Si conobbero la sera di Capodanno nel 1960, durante la registrazione di uno show registrato alla Rai di Torino, ovvero "Quattro passi tra le nuvole".

Fu proprio grazie al loro primo incontro che Milva si esibì all'Hotel Principe di Piemonte, dopodiché la sua carriera fu in continua ascesa, integrando alla musica anche la recitazione. I due si sposarono nel 1961, quando Corgnati aveva 44 anni e Milva appena 22. La cantante dichiarò più volte che il primo matrimonio fu il più importante della sua vita, sebbene nel 1969 fu lei stessa a lasciare il marito. Dalla loro unione, nel 1963 nacque Martina, la loro unica figlia diventata una importante critica d'arte, dopo aver conseguito due lauree alla Statale di Milano e diventando autrice di importanti testi monografici su artisti contemporanei.

Nel 1992 Corgnati è morto, all'età di 75 anni all'ospedale Molinette di Torino, dopo aver risentito di seri problemi di salute all'esofago. La fine del suo matrimonio con la cantante, sebbene i rapporti si fossero rappacificati con il tempo, fu piuttosto burrascosa e in un'intervista da lui rilasciata dopo la riconciliazione lui rivelò: "Andò via portandosi anche mia figlia, l'ho odiata per anni". Anche la sua seconda moglie, Letizia Di Maio, da lui sposata nel 1976 poco dopo la sua morte aggiunse: "Era un uomo di grande talento, ma fu ricordato per essere stato il marito di Milva". 

In foto Maurizio Corgnati, Martina Corgnati e Milva
in foto: In foto Maurizio Corgnati, Martina Corgnati e Milva

Mario Piave morì assassinato e Luigi Pistilli si suicidò

Dopo la storia d'amore con Corgnati, Milva decise di non dedicarsi a nessun uomo completamente, anche se quando ancora era sposata conobbe il giovane attore Mario Piave, un uomo tormentato, con il quale visse una travolgente storia d'amore. Quando nel 1979 lui fu ritrovato senza vita a soli 44 anni nella sua macchina alle porte di Roma, assassinato da cinque colpi di pistola, i due non stavano più insieme da tempo, ma questa scomparsa fu un duro colpo per la cantante.

Dopo la relazione con Piave, sul suo cammino la cantante incontrò Luigi Pistilli, uno tra i migliori attori teatrali sulla scena tra gli Anni Settanta e Ottanta, allievo di Strehler come lo era stata anche Milva e protagonista anche di sceneggiati televisivi. L'attore si tolse la vita nel 1996, poco prima di andare in scena a teatro, atterrito da una terribile depressione, lasciando un biglietto in cui si scusava con la cantante, con la quale aveva appena terminato una tormentata storia d'amore durata cinque anni, per aver rilasciato delle terribili dichiarazioni sul suo conto in un'intervista al settimanale Oggi. Le parole furono:

Milva non ama gli uomini, lei li mastica, le fanno comodo. Il mio grande errore è stato quello di annullarmi in lei. Sono stato un debole che ha sempre reagito ai suoi comportamenti senza mai agire sin dall' inizio, dal nostro primo incontro. Era il 1991, la invitai a cena. Non eravamo più ragazzini, lei sapeva perfettamente che le mie parole preludevano a una relazione sentimentale. Mi aspettavo un po' di calore e invece, mentre camminavamo verso il ristorante, formalmente mi disse che prima di tutto avremmo dovuto conoscerci. Avevo perso le persone più care: mia madre anzitutto. Poi mio figlio, a 24 anni si è suicidato, forse per aver mitizzato la figura paterna troppo assente. Seguì per me un periodo che definirei limbico, dal quale uscii solo grazie a Milva, o grazie all' immagine che avevo di lei. Milva è l' unica persona al mondo che sia riuscita a farmi sentire stupido.

Lei accolse la notizia con una tale disperazione da restare in silenzio e lontana da tutti per giorni, staccando anche il telefono. Dopo questi due amori, c'è stato poi quello più grande, duraturo e forse doloroso. L'incontro con il filosofo Massimo Gallerani fu fulminante, la loro relazione durò ben 15 anni, dopo i quali fu lui a chiudere la loro storia. Una chiusura che per la cantante rappresentò quasi un lutto e fu talmente intenso il dolore da cui fu pervasa che cadde infatti in una crisi che durò quasi due anni: "Rimpiango tutto il tempo che ho dedicato alla carriera rubandolo all'amore". 

La figlia Martina Corgnati chiede premio Sanremo in suo nome

La figlia Martina, insieme all'assistente della cantante, Edith, è stata accanto all'artista fino all'ultimo momento. Dopo il ritiro definitivo dalle scene nel 2011, Martina Corgnati era diventata una vera e propria portavoce della madre Milva, tanto che fu lei, ospitata da "La vita in Diretta" a supportare l'appello lanciato da Cristiano Malgioglio che chiedeva un a gran voce un riconoscimento per Milva, per la sua carriera: "Mia madre è felice delle parole di Cristiano, gli è grata, così come è grata a coloro che hanno lanciato questo hashtag su Twitter PremioCarrieraMilva insieme ad una petizione su Change.org e ringrazio tutti gli artisti che vi hanno preso parte, per il loro affetto e la loro comprensione". Sulla questione, poi, interrogata da Francesca Fialdini si è espressa più nel dettaglio, ricordando la lunga attività musicale della madre e il suo contributo allo spettacolo italiano:

 Io credo che mia madre sia stata anche una cantante pop. Mia madre ha amato Sanremo, per lei è stato importante e credo che mia madre sia stata importante per Sanremo, 15 volte, insomma, mi pare una cosa non da poco, una scelta fatta in modo ricorrente. A Sanremo non ha mai avuto un primo premio, penso che sia la sua storia anche a Sanremo che vada premiata, che vada gratificata, riconosciuta, dal pubblico italiano che lei ha sempre considerato al primo posto. Ha cantato nei più importanti teatri di Parigi, in Grecia, in Giappone, si parla quindi di un premio alla carriera e più carriera di così. Mia madre si è ritirata, ha fatto una scelta precisa rispettosa della sua lunghissima carriera, però mi sembra di notare che alle volte la notizia, l'attualità ci porta lontano, di fronte a queste grandi personalità un tributo d'amore come un premio alla carriera, sarebbe una bellissima cosa.

Nel 2018, poi, durante il Festival di Sanremo alla cantante milanese fu attribuito il premio alla carriera che, infatti, fu la figlia Martina a ritirare sul palco dell'Ariston.