Era probabilmente l'incarnazione del cinema popolare italiano, Carlo Vanzina, scomparso a 67 anni dopo mesi di lotta a una grave malattia. Romano doc cresciuto a pane e pellicola, figlio d'arte ed esponente di una grande famiglia cinematografica, lascia l'affezionata moglie Lisa Melidoni e le loro due figlie Isotta e Assia. Ecco alcuni particolari interessanti sulla sua vita privata.

I tre matrimoni, le figlie

Una vita sentimentale intensa, quella di Vanzina, che si sposò tre volte. Il primo matrimonio fu con l'attrice Ely Galleani, molto attiva negli anni 70 (Una lucertola con la pelle di donnaIn nome del popolo italiano). Poi, il regista convolò a nozze con la costumista cinematografica Marina Straziota, unione che durò dal 1980 al 1987. Il grande amore, però, lo trovò in Lisa Melidoni, che sposò nel 1996. Da lei, Vanzina ha avuto due figlie, Isotta, apparsa nel film del padre Quello che le ragazze non dicono, e Assia. Carlo è sempre stato molto legato anche a Virginie Marsan, nata dal primo matrimonio della Melidoni con Jean Claude Marsan: non a caso, Virginie, di professione attrice, ha recitato in tantissimi film di Vanzina sin da bambina (da Piccolo grande amore Sapore di te, passando per La vita è una cosa meravigliosa).

Il padre era Steno, re della commedia italiana

Carlo ed Enrico Vanzina hanno ereditato l'affinità al genere della commedia dal padre, l'immenso Steno. Nome d'arte di Stefano Vanzina, nato a Roma nel 1917 e morto nel 1988, è stato regista, sceneggiatore e vignettista, uno dei Maestri del cinema italiano dalla filmografia a dri poco prolifica. Ricordiamo almeno la regia di alcuni dei più importanti film con Totò (tra i tanti, Totò a colori, L'uomo, la bestia e la virtù, Guardie e ladri, I due colonnelli, Totò cerca casa, Totò e i re di Roma – gli ultimi tre co-diretti con Mario Monicelli), ma anche gioielli come Un giorno in pretura, Un americano a Roma, Piedone lo sbirro, Febbre da cavallo (di cui il figlio Carlo ha girato il sequel, Febbre da cavallo – La mandrakata). In Totò e le donne Carlo apparve in un piccolo ruolo, ad appena un anno di età. "Mio padre ci ha sempre insegnato che il nostro è un mestiere artigianale", disse Vanzina tempo fa, "I nostri film sono entrati nel dna degli italiani, sono un rito liberatorio".

Il sodalizio con il fratello Enrico

Infine, come non ricordare il lunghissimo e fortunato sodalizio con il fratello maggiore, con cui ha scritto pagine fondamentali – per quanto spesso discusse – del cinema degli ultimi 40 anni. Carlo regista, Enrico produttore, entrambi sceneggiatori di una filmografia sterminata, da Eccezzziunale… veramente a Sapore di mare, da Vacanze di Natale (e altri cinepanettoni) a Sotto il vestito niente, da Il pranzo della domenica a In questo mondo di ladri, sino all'ultimo lavoro Caccia al tesoro. Una collaborazione che avrebbe potuto regalare ancora grandi frutti alla produzione cinematografica italiana.