Nadia Toffa torna a mostrarsi sui social dopo le grandi polemiche scaturite a margine della pubblicazione di "Fiorire d'inverno", il suo libro dedicato al cancro che combatte da tempo, in cui racconta come ha trasformato quello che "tutti considerano una sfiga, il cancro, in un dono, un'occasione, una opportunità". Polemiche strumentali, forse eccessive, sicuramente indelicate. Nonostante tutto Nadia Toffa sorride, pubblica post su Facebook semplici, di quelli che pubblicherebbe una zia, una mamma, una sorella. "Oggi è un giorno magico" scrive lasciando spazio a uno di quei giochini matematici che spesso ci danno un break dal lavoro. Ancora una volta per la giornalista de Le Iene, una prova di grande, grandissima semplicità.

Le polemiche sul libro

Il punto di vista di Nadia Toffa in "Fiorire d'inverno", le sue parole, hanno casuato la reazione sui social di tantissime persone che hanno vissuto diverse esperienze con il cancro. Esponenti del giornalismo, tra cui Filippo Facci, hanno criticato aspramente la posizione di Nadia Toffa che è stata però fraintesa dato che non ha mai presentato il suo libro come una possibilità "scientifica" di guarigione. Il suo non vuole essere un manuale e successivamente è stata costretta a delle precisazioni: "Non ho mai detto di essere fortunata ad avere il cancro, solo che la voglia di vita è più forte".

Gentilissimo signor Filippo Facci non si disturbi a intervenire nel dibattito, non si scomodi. Le persone a volte si rendono protagoniste di eventi che nulla c’entrano con loro, per avere forse un po’ di visibilità chissà… ma ce ne facciamo una ragione rifiutandone la presenza imposta. Tutto qui. Quando uno parla senza essere interpellato è una necessità fermarlo. Ho letto di una ragazza che ha raccontato il suo cancro con un fumetto. Prende troppo alla leggera?? Certo che no. Fa quello che può.

La violenza social senza senso

Anche in queste ore, i profili social di Nadia Toffa sono letteralmente presi d'assalto solo per aver pubblicato un giochino matematico innocente. Commenti rancorosi degli odiatori di professione, una violenza priva di logica e di senso. È davvero questa la libertà d'espressione che ci meritiamo?