Nadia Toffa continua ad offrire ai suoi seguaci un racconto costante della sua lotta contro il cancro che da mesi le ha cambiato la vita. In un'intervista al settimanale Chi ha raccontato le ragioni per le quali ha deciso di riportare in un libro questa esperienza, questione che ha attirato verso lei non poche critiche: "L’ho fatto perché mi sentivo in grado di gestire anche pubblicamente quello che mi stava succedendo. Però va bene anche non dirlo, massimo rispetto a chi sceglie di vivere nella totale privacy la sua malattia Ognuno deve attraversarla come meglio crede. Io ho deciso di essere sincera fino in fondo con le persone che mi seguono da casa, perché ho sempre ricevuto tanto affetto da loro". E aggiunge:

Se anche solo una persona, nel leggerlo, prenderà coraggio, io avrò vinto una battaglia. Magari non la guerra, ma una battaglia sì

Qualche settimana fa la conduttrice de Le Iene ha svelato di avere avuto una recidiva del cancro, che l'ha costretta a quel passo indietro rispetto al ritorno, forse prematuro, alla vita di sempre: "Chi è malato di cancro lo sa, non è mai finita. A ogni controllo speri e preghi che non torni. A me è tornato, come a tanti altri, e come loro vado avanti e combatto. Non ho niente di speciale, sono come tutte le persone che si svegliano la mattina e si ricordano di essere malate: ognuno di noi tira fuori una forza che non sapeva di avere. E ogni giorno, anche se piove, è un giorno buono".

Non siete soli, questo il messaggio che si sente di rivolgere a chiunque stia vivendo le sue stesse sensazioni, per poi rivelare che fondamentale, in questo senso, è il ruolo del lavoro. Lei ha scelto di tornare a Le Iene nonostante le difficoltà per la dose di energia che tutto questo è capace di darle:

Perché il lavoro è energia. È piena l’Italia di persone che hanno il cancro e lavorano. Poi, a me, lavorare restituisce un sacco di vitalità, mi carica. Non è che sia stanca, ma stringo i denti e faccio come tutti.