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Nicole Minetti testimonial di Fruscìo: “Non ci vedo nessuno scandalo”

L’ex consigliera regionale ha rivelato al settimanale Diva e Donna di aver posato per il noto brand di intimo per il quale sarà testimonial 2012-2013. L’azienda ha silurato Melita Toniolo per farle spazio e le ha dedicato degli scatti in lingerie davvero hot.
A cura di Simona Saviano
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Nicole Minetti testimonial di fruscio

Un periodo d'oro per la ex consigliera dimissionaria della Regione Lombardia. Intervistata dal settimanale Diva e Donna ha confessato di essere stata "abbandonata" da Silvio Berlusconi ma di aver fortunatamente trovato l'uomo giusto. Per scovarlo è volata in America e lui risponde al nome di Giuseppe Cipriani, 47enne gestore dell'omonima catena di ristoranti italiani famosissima in tutto il mondo. Al giornale la 27enne più discussa d'Italia, nota per le sue confessioni hot, una fra tutte quella di non poter vivere senza sesso, ha rivelato di aver posato per il noto brand di intimo per il quale sarà testimonial 2012-2013. L'azienda ha silurato Melita Toniolo per farle spazio e dedicarle degli scatti in lingerie davvero hot.

Nicole sarà testimonial per un'edizione limitata, prevista per le vacanze natalizie. Dopo la notizia poi smentita della sua partecipazione come presentatrice di Colorado l'ex igienista dentale ci riprova con il mondo della moda. Mostrare le splendide forme è davvero nelle sue corde e tutti ricorderanno la sua sexy sfilata per Parah durante la settimana della moda a Milano che ha lasciato i presenti letteralmente senza fiato. L'esperienza sulle passerelle dev'essere stata così piacevole che ci ha preso gusto, tant'è che a Diva e Donna ha rivelato di essere davvero contenta sia per la riuscita del servizio fotografico sia per essere stata scelta da un'azienda come testimonial:

Sono contenta, un’azienda italiana punta su di me. E non ci vedo nessuno scandalo.

Speriamo che anche l'opinione pubblica italiana la pensi allo stesso modo e che l'azienda di intimo non sia costretta a fare un mea culpa a posteriori come accaduto nel caso di Parah.

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