Pamela-Anderson
in foto: Pamela Anderson

Niente doccia gelata per Pamela Anderson. L'attrice, infatti, ha rifiutato di accodarsi ai tantissimi colleghi che, ormai, stanno postando video in cui si docciano con un secchio di acqua ghiacciata per sensibilizzare l'opinione pubblica alla SLA e raccogliere fondi per la ricerca. Da qualche settimana, infatti, stanno girando in rete migliaia di video marcati dall'hashtag #IceBucketChallenge in cui personaggi più o meno noti si gettano acqua ghiacciata in testa, sfidando tre persone a fare altrettanto nelle 24 ore successive, o, come pegno, devolvere 100 dollari alla ALS Association. Un'opera di solidarietà, sensibilizzazione e un po' di marketing che è diventata virale grazie anche alle personalità che vi hanno partecipato, da Mark Zuckerberg a Bill Gates, passando per Justin Timberlake e tanti altri.

Ma tra i nomi non vedremo mai quello della Anderson. La bagnina più nota al mondo, infatti, ha postato una foto e un post sulla sua pagina Facebook in cui spiega il motivo per cui non accetterà mai la sfida, né donera un dollaro all'associazione. Secondo l'attrice, infatti, la ALS utilizzerebbe test sugli animali per portare avanti le proprie ricerche e questo la squalificherebbe dall'essere degna d'attenzione: "Mi dispiace, ma non farò l'Ice Bucket challange. Mi piacciono le sfide – è sempre bene portare consapevolezza – fatte in maniera creativa e divertente. Non voglio tirarmene fuori, ma mi ha fatto pensare. MI ha fatto scavare un po' più in profondità e ho scoperto che non potrei allinearmi. Credo invece che parteciperei alla sfida se l'ALS mettesse fine ai test sugli animali".

Ecco il problema principale e anche il punto più controverso della questione. Nei tanti commenti al post, infatti – corredato da una foto in cui si vedono le mani della Anderson mantenere un cartello con su scritto "Stop Animal Testing" ("Stop alla sperimentazione sugli animali") – in tanti fanno notare una certa contraddittorietà. La cantante, infatti, ha basato molto del suo successo sulla sua immagine, la quale deve qualcosa anche alla chirurgia estetica e al silicone e proprio quest'ultimo sarebbe al centro della polemica: per realizzarlo, infatti, si attuerebbero sperimentazioni sugli animali per testarne la tossicità. Un controsenso, quindi, che mette, di fatto, la Anderson in una posizione ambigua. La sua difesa, però, non è ancora arrivata e chissà se arriverà a breve termine.