23 Gennaio 2017
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Perché Carlo Lucarelli deve in parte a Fabio Fazio l’incontro con la donna della sua vita?

Lo scrittore racconta dell’incontro casuale con la sua attuale moglie, Yodit, avvenuto proprio in occasione di un’intervista da Fazio nel 2008. Oggi è ritornato lì, ospite del programma e dello stesso albergo in cui lavorava la donna che poi ha sposato.
A cura di Andrea Parrella

La domanda di apertura di questo articolo sarebbe degna di uno degli interrogativi di un suo giallo, ma questa volta è una questione che riguarda proprio Carlo Lucarelli, volto riconosciuto della letteratura italiana contemporanea e narratore di rara fama dei casi di cronaca (e non solo) più controversi della storia di questo paese. Insomma, questa è un'altra storia, volendo parafrasare proprio l'incisiva frase che ha reso così celebre lo scrittore, è la sua storia.

E cosa c'entra Fabio Fazio, il conduttore di Che tempo che fa, con la storia d'amore sbocciata nel 2008 tra Carlo Lucarelli e la sua attuale moglie e madre di due figlie Yodit? A raccontarlo è stato proprio lui, alla vigilia dell'ospitata nel programma di Fazio, per la presentazione del suo ultimo libro e certamente leggere la sua "digressione personale" pubblicata su Facebook vale più di qualunque sinossi dell'aneddoto:

Piccola digressione personale: questa sera sarò a Che tempo che fa a parlare con Fabio Fazio del mio libro, Intrigo Italiano.
Ecco, l'ultima volta che ci sono andato è stato nel 2008 con L'Ottava Vibrazione, altro libro mio, mi hanno messo a dormire in un bell'albergo da quelle parti e alla reception lavorava questa ragazza eritrea che mi ha detto "sei tu quello che ha scritto un libro sul mio paese?".
Ero io, infatti, l'Ottava Vibrazione è ambientato a Massaua durante il periodo coloniale italiano, così ci siamo messi a parlare, ci siamo scambiati la mail, eccetera eccetera.
Adesso torno da Fazio con un altro libro e mi hanno messo di nuovo nello stesso albergo, e non ci vado anche con Yo soltanto perché una delle nostre bimbe ha la febbre -è sempre così con i bambini- lei è dovuta rimanere a casa e quindi rimandiamo il romanticismo ad un altra volta, visto che messo così, oltre alla presentazione di un libro pareva quasi un pellegrinaggio.
Perché nel frattempo, quando si è visto che stavamo facendo sul serio, io le ho detto "senti un po'" e nei miei ricordi ho aggiunto anche "bambina", senti un po', bambina, "io tre cose: non mi sposo, non convivo e non faccio figli".
Ed essendo io un uomo forte che non deve chiedere mai, adesso siamo sposati, viviamo insieme e abbiamo due gemelle.
Ma questa è un'altra storia.
Comunque, alla fine, grazie a Fazio e tutta la sua banda, e non solo per i libri.
C.

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