14 Luglio 2016
13:15

Riccardo Scamarcio sulla strage in Puglia: “Quel treno lo prendevo per andare a scuola”

Intervistato dal Corriere della Sera, l’attore ha rivelato di aver preso quello stesso treno per tutta la sua adolescenza: “Per noi era come prendere la metropolitana visto che collegava la Puglia da Bari a Barletta”.
A cura di G.D.

Riccardo Scamarcio è uno dei personaggi del mondo dello spettacolo che è rimasto scosso e particolarmente provato dall'incidente ferroviario che ha causato la morte di 27 persone sul binario tra Andria e Corato. È scosso perché, nato a Trani, quello stesso treno lo ha preso per tutto l'arco della sua giovinezza per andare a scuola o per spostarsi da un paese all'altro visto che è sempre stato un treno che ha collegato, come una metropolitana, la Puglia da un capo all'altro.

Lo prendevo da ragazzo per andare a scuola. Non lo chiamavamo nemmeno ‘treno' ma ‘trenino' perché non andava a velocità elevata, era una specie di metropolitana che collega Bari a Barletta e si ferma in tutte le stazioni intermedie. Me le ricordo le persone che incontravo là sopra: studenti come me, impiegati, insegnanti… Tutti pendolari. Mi fa una sensazione davvero strana pensare che su un trenino del genere, su cui sono salito tante volte, possa essere successa una tragedia tanto grande. Prendiamo continuamente frecce che procedono ad altissima velocità, saliamo su aerei che ci portano dall’altra parte del mondo e poi su una locomotiva domestica e innocua può succedere una simile catastrofe… Sono attonito e profondamente addolorato.

"Ho amici che hanno perso qualcuno"

Riccardo Scamarcio ha ancora tutta la sua famiglia in Puglia e quando ha saputo del tragico incidente era al telefono con suo fratello, quindi non ha avuto paura per i suoi cari ma conosce molte persone che hanno perso qualcuno:

Conoscevo la posizione fisica dei miei parenti e, da subito, ho capito che non c’era pericolo. Però ho degli amici che hanno dei conoscenti diretti che sono stati coinvolti nella strage.

La storia di Antonio Summo, il ragazzino andato a scuola per recuperare il debito formativo, ha colpito particolarmente l'attore:

Penso a quel ragazzino, Antonino, che tornava dall’esame a scuola come me tanti anni fa. Penso a quel contadino che stava curando i suoi ulivi ed è stato centrato da una scheggia… Penso soprattutto al fatto che a volte il destino si mette proprio d’impegno affinché accadano delle cose che hanno dell’incredibile: la Puglia è una regione pianeggiante e quei due treni viaggiano su un rettilineo, ma il tratto dove è avvenuto l’incidente è l’unico dove c’è una curva, quindi non hanno avuto il tempo di vedersi, di reagire in qualche modo… Da quello che ho capito, non erano dotati di un sistema autofrenante, né di sensori con cui un treno “intelligente” avrebbe avvertito l’arrivo dell’altro sullo stesso binario.

Un'idea di destino che "ci rincorre":

Mi tornano in mente le storie di persone che si salvarono miracolosamente dalla strage delle Torri Gemelle e, poco tempo dopo, morirono in altri incidenti. La morte fa parte della vita, che ci piaccia o no. Bisogna fare appello alla propria spiritualità per accettarla. Non mi riferisco a una questione religiosa, né di fede, ma al mistero che domina la nostra esistenza… Non possiamo far altro che prenderne atto. In un caso come questo resta solo il rispetto per la sofferenza delle vittime. Il silenzio è l’unica cosa che merita di essere detta».

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