Rick Genest, meglio conosciuto in tutto il mondo come Zombie Boy, è morto all'età di 32 anni nella sua casa di Montréal. Nato a LaSalle, in Francia, il 7 agosto 1985 (tra quattro giorni, infatti, avrebbe compiuto 33 anni) si è distinto come modello per una serie a catena di tatuaggi dell'apparato scheletrico e muscolare, che lo rendeva simile ad un cadavere. Per la precisione, il suo corpo è stato ricoperto da 139 tatuaggi di ossa umane, 176 insetti, numerosi muscoli e lembi di pelle sgualciti, entrando a pieno diritto nel Guiness World Record e assumendo, nel corso di soli 10 anni, le sembianze di uno scheletro vivente.

Non tutti sanno che l'intenzione di ricoprirsi di tatuaggi non è nata casualmente e per puro vezzo. All'età di 15 anni, Rick Genest è stato sottoposto ad un intervento chirurgico per l'asportazione di un tumore al cervello e da lì in poi, fino all'età di 21 anni, la volontà di realizzare il primo tatuaggio sulla testa, affidandosi alla mano di Frank Lewis, che gli ha curato anche tutta la restante parte del lavoro. Esploso sul web attraverso i suoi canali social e sempre più richiesto in passerella, è riuscito a essere notato anche da Nicola Formichetti, direttore creativo dello staff di Lady Gaga, che lo ha voluto, così come la nota popstar, nel videoclip del brano di Lady Gaga Born This Way, in cui la Germanotta si è fatta ricoprire di tatuaggi finti per somigliargli.

La singolare decorazione epidermica, inquietante e totalizzante,  ha fatto sì che Genest venisse richiesto come testimonial della collezione Dermablend della Vichy e della campagna promozionale della collezione autunno/inverno di Thierry Mugler. Nel 2014 divenne, poi, testimonial anche per L'Oréal, che ideò una campagna promozionale in cui il modello compariva per la prima volta completamente al naturale, senza tatuaggi, grazie all'utilizzo di un particolare cosmetico, ovvero il Dermablend Pro. Genest è inoltre apparso su numerose copertine di pregio nel campo della moda: in particolare in un servizio di Vogue Hommes Japan, fotografato da Mariano Vivanco, e su  GQ Style. Il cinema, solo nel 2013, richiede la sua presenza in scena nel film 47 Ronin di Carl Rinsch, con Keanu Reeves and Hiroyuki Sanada.