Sabrina Ghio torna a parlare del Tanit di Poltu Quatu, quartiere della città di Olbia, per fare chiarezza sulla smentita che il locale ha rilasciato a Fanpage.it, dopo la ‘denuncia' fatta dall'ex tronista di Uomini e Donne. Quest'ultima aveva lamentato un trattamento ‘vergognoso' da parte del noto locale sardo, che non le avrebbe consentito l'ingresso a causa della presenza di sua figlia Penelope. Contattato da Fanpage.it, il locale ha smentito, parlando di un banale malinteso: "Non è vero che non prendiamo bambini. Non so con chi abbia parlato quella signora. Non stiamo replicando, mi spiace per la signora perché noi cerchiamo di accogliere tutti. Sarà stato un malinteso. Sicuramente non è un locale per bambini piccoli perché è frequentato in tarda serata. La gente che ci conosce continua a venire. Siamo contenti così, se queste persone si vogliono accanire, la cosa non ci tocca".

Sabrina Ghio replica alla smentita del Tanit

A queste precise parole, Sabrina Ghio ha voluto replicare con una serie di stories Instagram, nella quali ha specificato il trattamento che le sarebbe stato riservato all'ingresso e le precise parole che la ragazza all'accoglienza le avrebbe detto, costringendola ad allontanarsi dal noto ristorante:

Il ristorante adesso si vuole un po’ parare il culo e sta dicendo tutto il contrario. Io sono andata in questo ristorante con Carlo e Penelope, mia figlia di 6 anni, e la signorina all’accoglienza mi ha detto che i bambini non erano ammessi al Tanit. Ho chiesto di parlare con il proprietario e la signorina (molto gentile) mi ha detto che il proprietario non voleva parlarne con me, e mi ha ribadito che non accettava bambini nel suo ristorante. Politica che io non condivido, ognuno sarà libero di fare ciò che vuole nel suo ristorante, ma queste sono state le testuali parole. Per questo motivo, al proprietario del Tanit, che adesso si vuole parare il culo dicendo che non è vero e che accettano le famiglie, voglio dire che io ho messaggi di persone che non sono mai più andate in quel posto, e potrei pubblicarli quindi attenzione, perché anche a loro è accaduta la mia stessa situazione.