In un’intervista rilasciata al settimanale Spy, Sara Tommasi mostra per la prima volta Angelo, suo compagno da 4 anni, futuro marito e padre del figlio che porta in grembo. Sara è in dolce attesa ma non le va di raccontare nei particolari questo aspetto della sua vita. “Ho preso molti farmaci e ho paura che qualche cosa possa andare storto” dice, facendo riferimento ai medicinali che è costretta ad assumere per controllare il suo disturbo.

Un buco nero durato anni

Sara ha rimosso la parte più buia della sua vita, quell’interminabile discesa all’inferno che ha cambiato l’intero corso della sua esistenza. Ha rimosso i ricordi più dolorosi, l’istinto di autoconservazione l’ha guidata, forse inconsapevolmente, verso la sommità del baratro: “Le cose che ho fatto in questi ultimi anni non mi appartengono, se fossi stata in me non avrei fatto nulla di quello che avete visto. Non ero io e non ricordo nulla di quel periodo buio durato quattro anni. Non parlavo bene, non mi ricordavo le frasi e a volte non mi reggevo quasi in piedi”. Ha maturato la consapevolezza di essere diventata, per un periodo lunghissimo, creta modellabile nella mani di qualcuno. Ed è solo lei a doverne pagare il prezzo:

Ero fragile, incosciente, stavo male e non mi curavo. Era sotto lo sguardo di tutti che fossi una persona malata. Nessuno nei miei confronti ha avuto buon senso. Mi hanno abbandonato in situazioni molto brutte e io non ero in grado di difendermi. Mia madre non mi ha mai abbandonato anche quando ero quella persona orribile. Per il resto quasi nessuno. Si sono allontanati tutti.

L’incontro con Angelo, il padre di suo figlio

Quattro anni fa nella sua vita è arrivato Angelo, l’imprenditore che le ha mostrato la strada per ricominciare ad amare. “L’ho conosciuto in un ristorante, mentre ero fuori a cena con delle amiche. Era molto tempo che non mi rapportavo con un uomo. È stato il primo che mi ha fatto battere il cuore” racconta Sara, ricordando quell’incontro di qualche anno fa. Lo descrive come un uomo buono, in grado di ancorarla alle certezze che aveva perduto e di ridarle speranza per il futuro, anche grazie al bambino che aspettano. Perfino lui, però, a tratti fa fatica a comprendere quanto di terribile le è accaduto:

È un ragazzo molto in gamba. Normale. Fa l’imprenditore nell’ambito delle acque naturali, stiamo insieme da quattro anni. Spesso litighiamo. Per lui è difficile comprendere fino in fondo che le mie scelte passate. Sono state fatte in situazioni in cui non stavo bene  ero un’altra persona ma, ogni giorno lui mi è accanto.