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Massimo Troisi non è morto. E' impossibile credere che un uomo come lui abbia dovuto dire addio alla vita. Eppure sono trascorsi già 18 anni dalla sua morte. Sembra solo ieri che, durante i titoli di coda del film Il Postino nei cinema di tutta Italia, gli spettatori si alzarono in piedi per applaudire il comico napoletano dal sorriso triste. Oggi è l'anniversario del suo decesso e noi vogliamo rendergli omaggio, cercando di trattenere le lacrime. Con Massimo Troisi è andato via non solo l'attore di successo ma anche l'uomo dotato di una sensibilità estrema capace cioè di fondere l'amarezza al sorriso: un pregio tipico dei napoletani. La vita è bella, ma senza di lui non ci resta che piangere.

Massimo nasce a San Giorgio a Cremano il 19 febbraio del 1953.  La sua è una famiglia semplice. Il padre, Alfredo Troisi, lavora come macchinista presso le ferrovie dello Stato, mentre la mamma si occupa della casa. Una casa forse troppo piccola per ospitare i suoi 5 fratelli, i due nonni e gli zii. Massimo cresce così, circondato dall'affetto dei suoi cari e dalla passione per la scrittura. E' impegnato a conseguire il diploma di geometra presso l'Istituto "Eugenio Pantaleo" di Torre del Greco, quando inizia a comporre le sue prime poesie, ispirandosi a Pasolini: "Quando penso a Pasolini come agiva rispetto alla società, alle cose, mi stimo molto poco". La passione per il teatro lo conquista nel 1969 e insieme ad un gruppo di amici ( Lello Arena, Nico Mucci e Valeria Pezza ) Massimo inizia a recitare nel teatro parrocchiale della Chiesa di Sant'Anna anche se il suo grande amore si rivelerà poi essere il cinema. Ma è nel 1972 che purtroppo iniziano i primi problemi di salute. Troisi scoprirà, infatti, di avere un'anomalia cardiaca e nel 1976 vola in America dove sarà sottoposto a un intervento alla valvola mitralica. Le spese del viaggio saranno sostenute tutte da una colletta, alla quale partecipa anche il quotidiano Il Mattino.

Questo è il Troisi uomo, l'artista che ancora oggi l'Italia piange. Massimo nel suo piccolo ha saputo amare e, a volte, si è persino lasciato amare. La sua filosofia di vita era semplice e il suo concetto dell'amore talmente naturale da non sapere cosa altro aggiungere per essere più esaustivi sull'argomento: "L'amore non è un sentimento malvagio. E' raro, ti fa soffrire però ce ne sta tanto. La passione, invece, è un punto di partenza per non arrivare a niente. La consiglio". La vita di Massimo è stata ricca non solo di contenuti ma anche di donne. Tra le sue vecchie fiamme vanno ricordate Jo Champa, Clarissa Burt, Nathalie Caldonazzo e Anna Falchi. Tutte donne bellissime attratte dalla forte personalità di Massimo e della sua bellezza senza tempo.

Le fidanzate di Troisi

Eppure per Massimo l'amicizia aveva più importanza dell'amore. E mai come adesso Troisi non si sarebbe sentito solo. I ricordi non si distruggono, la memoria conserva e immagazzina, ma il dolore resta immutato. La sofferenza per la sua perdita continua a tormentare tutti colori i quali sono cresciuti con le sue battute e, oggi, quelle stesse battute, fanno gridare in coro: "Massimo, senza di te non ci resta che piangere". Grazie di tutto.