Bello, gentile ed elegante. Gianluca Scuotto, nuovo cavaliere del trono over di Uomini e Donne, sembra mettere d'accordo davvero tutte. Con i suoi modi di fare e il suo sguardo misterioso, il personal trainer romano, originario di Napoli, ha stregato il parterre femminile. All'interno del popolare dating show, ha intrapreso una conoscenza con la 35enne Roberta Di Padua, una frequentazione che va avanti da mesi e che sembra non decollare tra continui distacchi e ritorni. Durante il suo percorso televisivo non si è mai sbottonato più di tanto sulla sua vita privata, ma oggi, dalle pagine del magazine di Uomini e Donne, ha deciso di raccontarsi e di parlare del suo passato.

Gianluca Scuotto e il rapporto complicato con il padre

Il cavaliere ha rivelato particolari della sua vita privata e sentimentale, ammettendo di aver avuto un passato non proprio semplicissimo e di aver attraversato dei periodi molto complicati, soprattutto con il padre. Un rapporto tormentato, quello con il genitore, fatto di silenzi ed incomprensioni, che l'ha profondamente condizionato e segnato, come confermano le sue parole.

Con mio padre ho sempre avuto un rapporto conflittuale, un po’ perché avevamo un carattere simile e un po’ perché soffrivo nel non sentirmi mai spronato da lui. Non ho mai sentito un suo complimento. Quando, a diciotto anni, volevo tentare di entrare all’Accademia di Arte Drammatica a Roma, lui si oppose. E un ragazzo di diciotto anni che si trova in un momento di indecisione, se vede che neanche il genitore lo incita, ma piuttosto lo carica di dubbi e preoccupazioni, non trova il coraggio per provarci. Agli altri lui ha sempre detto di essere fiero di me, ma io non me lo sono mai sentito dire.Per me è un gran dolore, non lo nego. E’ una di quelle ferite che ti porti  avanti nel tempo. E oggi mio papà non c’è più. Io non avevo bisogno di qualcuno che mi pagasse gli studi o il trasferimento, ma di qualcuno che credesse in me.

Ad un passo dall'altare, il matrimonio mancato

L'uomo ha sempre dichiarato in trasmissione di essere un eterno romantico e di cercare il grande amore nonostante le delusioni sentimentali della sua vita. Con la sua penultima compagna, prima di approdare al programma, progettava di compiere il grande passo, un sogno improvvisamente sfumato.

Ho avuto una relazione di 4 anni e mezzo. Quando è finita sono stata molto male, ma non ho rimpianti. A distanza di anni sono arrivata a comprenderla: lei era più giovane di 12 anni, senza grandi esperienze di vita, e si è trovata a starmi accanto in un momento molto difficile per me. A mio padre era stato appena diagnosticato un tumore e ho passato molto tempo in ospedale con lui, finché non è venuto a mancare. Nel frattempo l’azienda di famiglia stava fallendo e ci siamo ritrovati a vendere tutte le proprietà. Mia madre e mia sorella sono venute a vivere a casa mia: ho dormito per sette mesi sul divano letto in salotto. Inevitabilmente io e la mia fidanzata abbiamo perso la nostra intimità. Le avevo promesso che appena possibile avrei trovato un monolocale in cui stare, ma le promesse non sono bastate. L’anello e la proposta sono state il mio ultimo tentativo per dimostrarle quanto ci tenessi, ma qualcosa si era rotto per sempre.

Il sogno di diventare un attore

Il moro 44enne non è un volto sconosciuto al mondo dello spettacolo. Gianluca Scuotto, prima di Uomini e Donne, ha infatti partecipato ad altre trasmissioni televisive. Alcuni telespettatori lo ricordano per la sua partecipazione alle selezioni di "Tu Si Que Vales" e per aver recitato nella soap napoletana "Un Posto al Sole", interpretando il ruolo di Luigi Apicella. Non ha mai nascosto le sue ambizioni, ammettendo di aver più volte tentato di diventare un attoreIl suo carattere schivo, è stato però, a suo dire, un deterrente che ha condizionato il suo percorso e che ha inciso fortemente sulla sua scelta di abbandonare la strada sempre sognata.

Questo era un lavoro che richiedeva la capacità di sapersi vendere. Io ero molto timido e riservato e vedendo che gli altri ragazzi con più iniziativa andavano avanti iniziai a scoraggiarmi. La mia riservatezza veniva confusa con il poco entusiasmo. Dopo un periodo di crisi, credendo di non essere adatto per questo lavoro, tornai a Napoli. Continuai a studiare, e iniziai a lavorare anche in alcuni locali, finivo all’alba e poi mi mettevo a studiare. Tutte le mie fidanzate non hanno mai visto il lavoro come attore, come qualcosa di serio. Non credevano che sarei mai riuscito a trasformarla in un futuro certo. E anche la mia famiglia non mi è mai stata di supporto.