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Un po’ Virginia, un po’ Raffaele

Le sue doti dominano il palco, da quello degli studi televisivi fino al concertone del 1° maggio. Virginia Raffaele si racconta, divertendo e divertendosi, donna e uomo allo stesso tempo, con addosso una piccola parte di ogni suo personaggio.
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A cura di Laura Balbi
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Le sue doti dominano il palco, da quello degli studi televisivi fino al concertone del 1° maggio. Virginia Raffaele si racconta, divertendo e divertendosi, donna e uomo allo stesso tempo, con addosso una piccola parte di ogni suo personaggio

Virginia Raffaele ha fatto divertire e sorridere, le imitazioni dei suoi personaggi sono diventate quasi più popolari dei personaggi stessi. Ha riportato in auge Ornella Vanoni e Eleonora Brigliadori, ha fatto il verso alla poetessa trans Paula Gilberto Do Mar, che a sentirne parlare si ci chiede se sia inventato o no. Ma l’imitatrice romana è esplosa ed è diventata fenomeno da quando ci ha deliziato con la sua versione di Belen Rodriguez. Quasi quasi è meglio dell’originale, si è calata nelle vesti della showgirl del momento, imitandone movenze e l’accento argentino nella parlata. Si è vestita di decine di personaggi, passando per gli studi di Mai dire Grande Fratello e Victor Victoria, fino ad approdare a Quelli che il calcio, seguendo fedelmente la Cabello.

Smessi i panni del mestiere Virginia chi è? La Raffaele si racconta a Vanity Fair, in barba a chi la volesse schiva da domande e interviste, quasi paragonandola a una vanità da diva tipica della vera Belen. La sua vita lavorativa è iniziata presto, prestissimo, quando fin dalla tenera età di 5 anni dava una mano ai suoi genitori, che facevano i giostrai: “E’ un mestiere che si tramanda di padre in figlio”, racconta “Io ero la ragazza dei fucili, dovevo saper adescare qualsiasi essere vivente. Dalla prostituta al giovanotto arrogante al bambino che urla. Era importante capire al volo il carattere delle persone di passaggio, e poi trovare il modo per metterli a sparare. Improvvisavo, come adesso in scena."

Un collegamento evidente tra i segreti imparati da bambina, utili a condurla fino al palco del concerto del 1° maggio. La sua prima maestra è stata la nonna, solo dopo è stata capace di affinare la tecnica: “E’ stata mia nonna la vera maestra nell’arte dell’accalappio: “Lei secondo me spara bene, venga un po’ qui”, diceva. E così ha anche trovato marito.” La nonna il marito e lei ha trovato il fidanzato allo stesso modo?

Il numero uno l’ho captato a 15 anni, lui ne aveva 17: il primo bacio. Era da molto tempo che non avevo un amore bello. Lo cercavo: A.A.A., no perditempo, no superficialità. Adesso ci sto lavorando a questo amore.

Aleggia nelle sue parole il nuovo amore, anche se non ne parla nei dettagli. Virginia Raffaele ed il suo lavoro, che la rende inevitabilmente trasformista. Alla domanda se si sente più Virginia o Raffaele, più donna o uomo replica senza scontentare nessuna delle sue parti di se:

Se per Raffaele si intende un uomo con una sana grinta, lo divento quando entro in scena. Ma un attimo prima sono Virginia, la ragazza che non è mai convinta di quello che fa, che si sente sempre una cialtrona. Transito da Raffaele a Virginia.

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