È sconcertante la naturalezza con la quale il rapper americano T.I. ha pubblicamente ammesso di verificare anno dopo anno la verginità della figlia 18enne Deyjah, portandola con sé dal ginecologo e facendole pressioni affinché la giovane firmi il modulo del consenso necessario perché il medico condivida informazioni riservate anche con il padre. Nel corso di un’intervista realizzata per il podcast "Ladies Like Us”, di fronte alle due conduttrici Nazanin Mandi e Nadia Moham, Clifford Joseph Harris Jr ha raccontato di parlare spesso di sesso con la figlia 18enne. In termini differenti rispetto a quanto ci si aspetterebbe:

Certo che io e mia figlia parliamo di sesso e non solo ci facciamo delle belle chiacchierate, ma ogni anno la porto con me dal ginecologo per controllare il suo imene.

Il racconto approfondito delle visite

Per evitare che le conduttrici, entrambe donne, pensassero a una provocazione, T.I. si è lanciato in un’approfondita spiegazione delle visite in questione, a dimostrazione del fatto che tali episodi si verificherebbero realmente, ripetendosi anno dopo anno dal momento in cui la figlia ha compiuto 16 anni:

Abbiamo iniziato ad andare dopo il suo sedicesimo compleanno e di solito, dopo la festa che facciamo ogni anno, io le metto un bigliettino sulla porta della sua stanza con su scritto "Ginecologo. Domani, ore 9.30". Ovviamente, ogni volta il medico chiede il permesso a Deyjah per condividere le informazioni e ogni volta io dico a mia figlia "piccola, firma il modulo del consenso. Oppure c'è qualcosa che non vorresti farmi sapere?”.

Così T. I. scoraggia i corteggiatori

Quando le conduttrici hanno provato a far presente a T.I. che esistono altri modi per rompere l’imene anche senza un rapporto sessuale, il rapper non è arretrato: “Quando il dottore comincia a dirmi questa cosa, io gli rispondo: ‘Ascolta doc, mia figlia non va a cavallo, non va in bicicletta e non fa sport, per favore controlla solo l'imene e dammi il responso in fretta,. Quindi posso dire che adesso il suo imene è ancora intatto”. Le dichiarazioni del rapper americano hanno scatenato una prevedibile bufera. L’uomo è stato accusato di tenere prigioniera la figlia 18enne, esercitando su di lei un controllo eccessivo. Ma l’uomo si è difeso, dicendosi convinto che la figlia un giorno lo ringrazierà e mettendo in guardia i corteggiatori “perché non c'è divertimento. Chi vuole una vergine? Davvero, tutto quel lavoro”. Una conclusione che potrebbe far pensare a una provocazione. O almeno lo si spera.