Vladimir Luxuria mostra i segni evidenti di quelli che appaiono essere molto di più che semplici lividi o ematomi. Una foto, condivisa sul profilo Instagram, nella quale la si vede ancora ragazzo, quando era ventenne. Un messaggio di accompagnamento amaro, che descrive la violenza che ha dovuto subire come omosessuale vessato dai suoi coetanei, ma che oggi, a distanza di anni, non fa più male. Ha imparato a superare il dolore per le botte subite e la presenza della barba, che non gli consentiva di vivere a pieno la sua vera natura di donna.

Oggi ho deciso di mostrarvi una foto di quando avevo venti anni, subito dopo le botte che presi da un gruppo di ragazzi in metropolitana mentre mi urlavano insulti. Mi fecero male i cazzotti e anche l'indifferenza della gente che continuava a guardare altrove come se non stesse accadendo nulla. Non mi vergogno di mostrarvi la barba e i lividi che avevo allora… li ho superati entrambi… #bullismo#omofobia #transfobia

All'anagrafe ancora Wladimiro Guadagno

Vladimir Luxuria, all'anagrafe Wladimiro Guadagno, si è sempre definito transgender. Non ha mai cambiato sesso mediante operazione chirurgica, scegliendo di subire solo un intervento di elettrocoagulazione per inibire la crescita della barba e in seguito, nell'aprile del 2007, una rinoplastica e una mastoplastica. Tuttavia, per legge, la rettificazione di attribuzione del sesso all'anagrafe avviene solo quando viene dichiarato un sesso "diverso da quello enunciato nell'atto di nascita". Motivo per il quale, ancora oggi, Luxuria risulta appartenere al genere maschile. La questione le è stata sempre talmente a cuore che la nota opinionista ed ex politica italiana si propose anche come prima firmataria della proposta di legge n. 2733 del 2007, intitolata Norme in materia di diritti e libertà delle persone transgender, che enunciava la necessità di richiesta di cambio dei dati anagrafici anche in assenza dell'operazione per il cambio di sesso.