Willie Peyote è il rapper torinese che salirà sul palco del Festival di Sanremo 2021 con il brano "Mai dire mai – La locura". Nato a Torino il 28 agosto 1985, Guglielmo Bruno (questo il suo nome all'anagrafe), fin da bambino coltiva la passione per la musica, ereditata dal padre musicista, che spesso seguiva in tourneé. Arrivati anche per lui i primi successi, Willie Peyote ha deciso di lasciare il suo lavoro in un call center per dedicarsi interamente alla musica. Sul piano sentimentale ha raccontato di credere all'amore, ma non a quello che dura per sempre.

Willie Peyote è single

A chi lo ha interrogato sulla sua vita privata, Willie Peyote ha sempre risposto con molta schiettezza. Nella sua vita non c'è una compagna fissa, si definisce libero e single. "Vivo da solo in circa 70 metri quadri", ha raccontato a novembre 2019 in un'intervista a Le Iene. "È una situazione complicata…ma sono innamorato", ha aggiunto. Spesso fa riferimento ad una donna, quella probabilmente alla quale ha dedicato più di una canzone, ma a quanto pare il loro rapporto non è mai sfociato in una vera e propria storia d'amore. In un'intervista a Vice nel 2017 aveva spiegato: "Io sul piano sentimentale, come su quello del canto, ho il problema di avere pretese molto alte su di me. E queste le rifletto sugli altri evidentemente". 

"La tua futura ex moglie" è dedicata a una donna

Proprio nel 2019 Willie Peyote ha lanciato il singolo "La tua futura ex moglie", dal quale emerge un'idea piuttosto cinica, realista e consapevole dell'amore. "Perché fare finta che l’amore, una volta che lo incontri, è eterno? Purtroppo non lo è. Io amo la ragazza per cui ho scritto La tua futura ex moglie, ma a oggi non stiamo insieme", ha spiegato in un'intervista ad Open a gennaio 2020. Il suo brano nasce proprio da questa consapevolezza: "E allora ho scritto che non è andata come avremmo voluto. Il punto è che la vita non è un film e dovremmo smetterla di raccontarla come se la fosse. Perché poi il rischio è che le persone pensino “Oh ca***, va a tutti bene, perché a me no”. E la si vive male a causa del confronto costante. Se raccontassimo tutti la verità, vivremmo tutti un po’ meglio".