Il 25 gennaio del 2008 esce al cinema "Scusa ma ti chiamo amore", brillante commedia romantica tratta dal romanzo di Federico Moccia accompagnata dall'omonima canzone degli Sugarfree. L'idilliaco e ovattato ambiente di Federico Moccia si presta bene ai due piccioncini del momento, Giulia De Lellis e Andrea Iannone, perché proprio il pilota di MotoGp ha confessato ai suoi fan di non riuscire a chiamare "amore" la sua amata. E da qui, l'idea per una sorta di sequel al contrario: "Scusa, ma non ti chiamo amore". I motivi, però, sono dolci più di quanto si possa pensare.

Perché Andrea Iannone non chiama amore Giulia De Lellis

Il dettaglio curioso sulla loro storia d'amore, Andrea Iannone lo motiva quindi così: "Io di solito la chiamo Giulia, ma lei vorrebbe essere chiamata "amore" perché secondo lei è qualcosa di più importante. Per me non è così. Ho sempre desiderato avere una ragazza di nome Giulia, io la chiamo per nome, anche se lei si sente un po' sminuita. Invece "amore" è per tutti. Io di natura sono un romantico, dico "amoe" perché ho la r moscia (quindi non lo dico come tutti), e mi sono preso una donna come volevo io, che si chiama Giulia. Lo sognavo da quando ero piccolo". 

Il libro di Giulia De Lellis

Chissà cosa ne pensa Giulia De Lellis di questa considerazione, lei che intanto si gode il successo di “Le corna stanno bene su tutto. Ma io stavo meglio senza”, in sede di presentazione del suo libro raccontò nuovi dettagli sulla sua vita privata e sulla relazione con Andrea Iannone. I primi incontri tra i due avvennero in un periodo in cui la De Lellis e Damante stavano provando a tornare insieme ma lei non sarebbe mai seriamente riuscita a perdonare l’ex compagno per i tradimenti subiti. Al secondo incontro con il pilota, dunque, Giulia si sarebbe considerata “mentalmente libera”: "La prima volta che ho incontrato Andrea Iannone ero fidanzata e io sono una persona molto rispettosa. L’avevo notato, ovviamente, è un bellissimo uomo però eravamo entrambi fidanzati. Quando l’ho rivisto ed eravamo entrambi tornati liberi mentalmente, mi è sembrato di averlo conosciuto per la prima volta. Quindi sì, è stato un colpo di fulmine". Sembra un romanzo di Federico Moccia, appunto. Un bestseller, ça va sans dire.