Essere madri è un sentire che parte dal profondo dell'anima, un desiderio emozionante da poter colmare. Quando poi questo desiderio è così forte da portare all'adozione, significa che i futuri genitori si sentono pronti ad affrontare qualsiasi difficoltà, anche quelle legate alla burocrazia che, spesso, crea numerosi ostacoli. È la storia che accomuna Barbara Palombelli e Francesco Rutelli a migliaia di famiglie italiane.

Serena Rutelli al GF 2019

La famiglia Rutelli è ormai sotto i riflettori da quando Serena, la figlia ventinovenne della coppia, è diventata una concorrente del Grande Fratello 2019. La ragazza è stata adottata, insieme alla sorella più piccola Monica, quando aveva solo sette anni, dopo un lungo periodo trascorso in casa famiglia dove era stata lasciata dal padre biologico, all'età di tre anni. Barbara Palombelli ha deciso, quindi, di raccontare la sua vicenda, le difficoltà cha incontrato lungo questo percorso di affidamento e poi di adozione, in un libro edito a maggio da Rizzoli dal titolo Mai fermarsi.

Il libro rivelazione di Barbara Palombelli

Una storia articolata, in cui emergono le sofferenze e gli ostacoli che solo chi ha avuto il desiderio di adottare ha dovuto affrontato nella sua vita. La giornalista in anteprima al Corriere della Sera rivela: "La burocrazia ostacolava l'adozione, dovevamo tenere le bimbe con noi in segreto". Nel suo libro, in cui racconta tutti i passaggi che l'hanno poi portata all'adozione delle sue due figlie, che vanno ad allargare la famiglia già composta da un fratello, figlio naturale della coppia, e un'altra ragazza adottata, la Palombelli scrive:

Non voglio pensare alla burocrazia, voglio portarle al luna park, è un loro desiderio. Già salire sulla mia macchina — a loro — sembra una festa […] Hanno dieci e sette anni, ma non hanno mai festeggiato un compleanno, mai un Natale in famiglia, mai visto il mare, mai un film, mai un ascensore, mai uscite con il buio, mai frequentato un fast food, mai fatto uno sport".

Le difficoltà con i genitori biologici

Oltre alla permanenza in istituto, le bambine hanno dovuto affrontare una situazione familiare originaria non semplice. La madre le aveva completamente abbandonate e il padre era un uomo violento, pericoloso, come ricorda la stessa moglie di Rutelli:

La storia dell'affido va tenuta segreta, segretissima. Il padre biologico, un uomo violento e pericoloso, allora girava ancora per la città. Potremmo incontrarlo, lui o uno dei suoi amici malavitosi, le ragazze ne hanno il terrore. Non devono uscire foto sui giornali, nessuno deve sapere. I primi anni sono resi complicati anche dalla burocrazia: "Io non sono ancora nessuno, per le piccole".

Ma la presenza, in realtà assenza, del padre biologico nonostante l'incuria e gli anni di abbandono, rende difficile portare avanti l'adozione, come è raccontato in Mai fermarsi: 

Il tribunale, che aveva più volte messo sotto processo il padre biologico per violenze fisiche e altri reati, condannandolo a sei anni in via definitiva, non faceva decadere la patria potestà nonostante gli ormai tre anni di distacco dalle piccole. Senza la dichiarazione dello stato d'abbandono, nessun minore può diventare adottabile. E lui, che non era in carcere […] continuava a vagabondare. "Un giorno tornerò e vi ucciderò tutte", aveva detto. Ogni tanto Serena continuava a chiedermi: "Non è che un giorno ci trova?".

Finalmente la felicità

Dopo un percorso così lungo e tortuoso, di cui per i primi tempi la coppia ha portato con sè lo strascico della paura e dell'ansia che qualcosa potesse succedere alle loro figlie, finalmente le bambine sono riuscite a godere del diritto di vivere una vita tranquilla, come ogni bambino dovrebbe, amate e protette dai loro genitori.