Da circa due anni a questa parte il nome di Sonia Bruganelli, moglie del noto conduttore Paolo Bonolis, viaggia di pari passo alle polemiche sull'ostentazione del lusso dei vip, i jet privati i prelievi al bancomat. La Bruganelli, infatti, prima incolpevolmente e poi per sua volontà, si è ritrovata più volte oggetto di critiche da parte del tribunale del web, perché rea di aver mostrato sulle sue pagine social delle scene di ordinaria quotidianità dimenticando di applicare un filtro di censura agli elementi di lusso che potessero risultare sgradevoli e di cattivo gusto.

Sonia Bruganelli contro Aldo Grasso

L'ultima è accaduta pochi giorni fa, dopo la pubblicazione di una foto della figlia a bordo del jet privato durante le vacanze natalizie. Scelta "editoriale" che, a fronte delle polemiche del passato, a qualcuno è parsa, non senza un filo di ragionevolezza, alquanto provocatoria. Al punto da smuovere persino il critico tv per antonomasia in Italia, Aldo Grasso, che ha colto al balzo la polemica per criticare la Bruganelli e, chissà, magari anche risvegliare una antica non-simpatia nei confronti del conduttore di Canale 5: "La signora Bonolis può usare i soldi come meglio crede, è un suo sacrosanto diritto – scriveva Grasso sul Corriere della Sera giorni fa – Nondimeno, la classe è proprio ciò che non si può acquisire né inventare, è ciò con cui si nasce, una grazia connaturata". Editoriale che era valso la risposta video ironica di Sonia Bruganelli (che si vede anche all'inizio di questo articolo).

L'aereo privato di Melissa Satta

Ma la dimostrazione che questa storia dell'aereo privato ci stia sfuggendo di mano sta in ciò che è accaduto in questi giorni a Melissa Satta. L'ex velina ha ben pensato di mostrare su Instagram le fasi del suo viaggio di Capodanno con Boateng e gli amici a bordo di un jet palesemente non di linea. Apriti cielo, alla velocità con cui una nota caramella genera il suo effetto se messa all'interno di una nota bevanda gasata e dal colore scuro, folte schiere di fan e non hanno mosso critiche e avviato un fitto scambio di commenti sull'opportunità di ostentare tanto lusso.

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Matteo Renzi e la giornata di sci in famiglia

Ma la cosa non riguarda solo vip protagonisti del mondo della televisione e del gossip. Anche i personaggi politici incappano spesso nell'errore di non capire come una foto, un semplice post, una frase piccolissima, possa nascondere delle insidie enormi e trasformarsi in un boomerang mediatico, ne sa qualcosa l'ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Con una allusione alle popolazioni terremotate qualcuno lo ha criticato nelle scorse ore per aver postato una foto della neve nel primo giorno dell'anno e accennato all'ipotesi "criminosa" di una giornata di sci con la sua famiglia. Roba ben diversa da un aereo privato, sia ben chiaro, un jet privato è oggettivamente lusso e non vale lo stesso per una giornata in montagna, ma quello che conta è il clima di intolleranza generale che si respira rispetto ad esternazioni di questo tipo, facilmente esponibili a critiche per ragioni di soldi (che si sa, i soldi muovono il mondo).

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La frenesia di raccontare tutto, l'ansia di criticare

È la polemica più vecchia del mondo e vale oggi più di ieri, grazie alle possibilità dei personaggi noti di comunicare in tempo reale con i propri seguaci: è giusto o sbagliato che i vip ostentino lusso e possibilità di cui godono a differenza dei comuni mortali? La scelta di farlo è di cattivo gusto, oppure un gesto di onestà e franchezza? Non mostrare le proprie possibilità economiche rischia di essere tacciabile di ipocrisia?. Cercare una risposta unica a queste domande ci fa sprofondare nel metafisico senza accorgercene. La radice del problema è sempre la frenesia, di mostrare tutto, così come di dire tutto. Quella frenesia che spesso non ci permette di immaginare le conseguenze di ciò che si dice. La scelta del momento in cui dire una cosa, il tono con cui lo si fa e la modalità stessa con cui si critica, queste cose contano più di tutto. Probabilmente ognuno di noi, vip e social media manager dei vip compresi, prima di fare clic o premere col proprio pollice su quello schermo per pubblicare o commentare, dovrebbe fermarsi un attimo in più e riflettere. Siamo liberi di dire tutto, non obbligati a dire qualsiasi cosa.