Una bufera di dimensioni inimmaginabili si è abbattuta su Harvey Weinstein, re dei produttori cinematografici hollywoodiani. L’uomo, oggi 65enne sposato con l’attrice e costumista Georgina Chapman nonché padre di due figli, è stato accusato preteso rapporti sessuali da attrici e dipendenti per 30 anni.

La ricostruzione del New York Times.

È stata un’inchiesta del New York Times a scoperchiare il vaso di Pandora. Il noto executive, icona e fondatore della Miramax – oggi ceduta a Disney – avrebbe collezionato negli anni una serie di denunce passate sotto silenzio. Dopo aver raccolto carte e testimonianza, il NYT ha ricostruito una storia terribile: 30 anni di abusi, di donne costrette a consumare rapporti sessuali o a sopportare avances di varia natura. Weinstein ha lavorato con le attrici più famose del mondo. La casa di produzione da lui fondata è la stessa che ha dato la luce a film quali La vita è bella, Shakespeare in Love e Pulp Fiction.

Le scuse di Harvey Weinstein.

Dopo aver letto l’inchiesta che fa riferimento alla sua presunta condotta, Weinstein ha dato mandato ai suoi legali di querelare il noto giornale per poi pubblicare una lettera di scuse: “Sono cresciuto in un’epoca diversa. Sono consapevole che il modo con cui mi sono comportato con alcune colleghe in passato ha causato molto dolore e chiedo scusa”. Impossibilitato a fare altrimenti, ha lasciato la società che ha contribuito a fondare per un tempo ancora da definire insieme ad altri tre membri della sua squadra.

Le accusatrici di Weinstein.

Ad accusarlo, denunce alla mano, c’è un numero sempre crescente di donne. Almeno 8 sarebbero quelle con le quali Weinstein avrebbe raggiunto un accordo di tipo economico già diversi anni fa: si tratterebbe di “una giovane assistente a New York nel 1990, un’attrice nel 1997, un’assistente a Londra nel 1998, una modella italiana nel 2015”. Lo accusano, invece, almeno due attrici molto note: Rose McGowan e Ashley Judd. Quest’ultima avrebbe raccontato di un invito ricevuto da Weinstein all’hotel Peninsula di Beverly Hills per parlare di lavoro. Una volta arrivata, la Judd sarebbe stata fatta salire in camera e invitata a praticargli un massaggio e ad assistere a una doccia del produttore. Emily Nelson, altra attrice, ha raccontato invece che nel 2014 Weinstein le avrebbe proposto il suo aiuto per sfondare a Hollywood in cambio di prestazioni sessuali.

La denuncia di Rose McGowan.

Già lo scorso anno l’attrice Rose McGowan aveva denunciato di essere stata stuprata da un executive di Hollywood, pur senza farne il nome. L’attrice, ex volto di Streghe, aveva parlato sui social della vicenda in questione, aggiungendo di essere stata invitata a non sporgere denuncia perché, anche nel caso in cui l’avesse fatto,  “nessuno avrebbe potuto dare per buona la sua versione dei fatti di fronte a un pezzo tanto grosso del cinema”.

Il caso di Ambra Battilana.

La modella italiana di cui si parla nell’inchiesta potrebbe essere Ambra Battilana. Era il 2015 quando la giovane, attraverso il suo legale, raccontò di essere stata molestata da Weinstein durante un provino a New York. All’epoca 22enne, sarebbe stata invitata dal’executive a dimostrare la naturalezza del suo seno, permettendogli di toccarlo.

Le attrici che hanno lavorato con Weinstein.

Sono numerose e molto famose le attrici che hanno lavorato con Weinstein negli anni e che oggi preferiscono rimanere in silenzio di fronte a quanto sta accadendo. Il New York Times sottolinea di aver contribuito a far esplodere l’inchiesta, pur aggiungendo che la vicenda fosse già nota tra gli addetti ai lavori da anni. Pochissime sono le attrici che hanno pubblicamente espresso la loro solidarietà alle colleghe coinvolte. Meryl Streep , Nicole Kidman e Gwyneth Paltrow, tutte e tre vincitrici di Oscar per avere interpretato film prodotti dalla Weinstein Company, hanno preferito tacere. Solo Matt Damon, già qualche anno fa, lasciò trapelare la sua mancanza di stima nei confronti dell’executive

La sapete la storia della rana e dello scorpione? Lo scorpione promette alla rana che non le farà del male, ma alla fine se la mangia. La rana gli chiede perché e lui risponde perché sono fatto così, sono uno scorpione. Ecco, Harvey è lo scorpione.