24 Marzo 2017
23:01

Dalila Di Lazzaro violentata dal cugino a 6 anni: “Mia madre fu un blocco di marmo”

Una tragedia ha rovinato l’infanzia dell’attrice Dalila Di Lazzaro, che confessa di essere stata violentata da un cugino quando aveva appena 6 anni: “Mia madre, quando lo seppe, reagì ma a me non disse nulla”.
A cura di Stefania Rocco

Esiste una tragedia nella vita di Dalila Di Lazzaro, un episodio gravissimo del quale l’attrice ha cominciato a parlare solo molti anni dopo il momento in cui si verificò. Intervistata dal Corriere della Sera, Dalila confessa di essere stata violentata quando era solo una bambina. Bellissima ma giustamente inconsapevole dell’effetto che il suo fascino innocente avrebbe potuto produrre sull’altro sesso, alla Di Lazzaro quasi davano fastidio i complimenti di quanti le stavano vicino. Aveva appena 6 anni quando un mostro del quale non fa il nome – si tratta del cugino – rovinò la sua infanzia. La violentò, quando era ancora troppi giovane anche solo per potere lontanamente comprendere, figuriamoci metabolizzare:

Della mia bellezza non ne ero cosciente. Fin da piccola a Udine mi dicevano: che bella bambina. Mi dava fastidio, ero timida, mai stata esibizionista, mi sentivo gli occhi addosso.

Sulla violenza subita aggiunge poco, è un ricordo che le provoca ancora dolore:

Mia madre, quando lo seppe, reagì ma a me non disse nulla. Dopo la morte di mia sorella, prima che io nascessi, era diventata un blocco di marmo.

Dopo l’abuso, altre due violenze sessuali

Nel corso degli anni, quasi come se per la bellezza si fosse costretti a pagare uno scotto, fu violentata in altre due occasioni diverse:

A 17 anni ero modella e uno psicopatico mi puntò a una sfilata. Mi diede un appuntamento, una trappola. Alberto Lattuada ne voleva fare un film.

Le accadde di nuovo, anni dopo. A usarle violenza fu un milionario brasiliano:

Per starmi vicino comprò una tv in Italia, mi saltò addosso. Un vigliacco. Ma io sono un bisonte. Non conosco la vendetta, non riesco ad avere rancore. Ho capito quanto dolore si può sopportare nella vita.

Il dolore più grande, però, resta la morte del figlio Christian che le fu strappato a soli 22 anni:

Volevo un riscatto per mio figlio Christian, che ho avuto a 15 anni. Bello, alto un metro e 90. Ho scritto una canzone dedicata a lui. Ho conservato una sua camicia chiusa nel cellophane, è incredibile la forza degli odori.

Confessa che il figlio le disegnava cuoricini ovunque: “Mi capita di rivederli, nella tazza del caffè, sui sassi del mare, riflessi in sala operatoria..”. Infine, l’attrice dà voce al desiderio sopito di adottare un figlio. La legge non glielo ha permesso e, dopo anni di lotte e un aborto, Dalila si è arresa: “Ora forse la legge passa e ne sono felice. Io mi sono arresa, ci vuole una forza fisica che non ho più”.

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