26 Giugno 2015
10:39

Don Mazzi: “Ho parlato con Corona, la giustizia l’ha trattato in modo assurdo”

A quasi una settimana dalla scarcerazione di Fabrizio Corona, don Antonio Mazzi rompe il silenzio in difesa del suo pupillo: “Ha fatto delle cretinate incredibili, ma la giustizia l’ha trattato in modo assurdo”.
A cura di Stefania Rocco

A una settimana dalla scarcerazione di Fabrizio Corona, è don Mazzi a intervenire pubblicamente in difesa del suo pupillo, l’uomo che grazie alla sua intercessione ha potuto lasciare il carcere di Opera per scontare il resto della sua pena all’interno della comunità di recupero “Exodus” che don Antonio Mazzi guida da anni. Il religioso è stato uno dei primi a credere nel cambiamento di Fabrizio, uno dei tanti personaggi pubblici che si sono eretti in sua difesa affinché gli fosse consentito di scontare la sua pena in una maniera alternativa al carcere. Dopo 3 anni trascorsi in prigione, Fabrizio ha potuto finalmente lasciare Opera e riabbracciare suo figlio Carlos e il merito è da attribuire, in parte, anche al prete che per lui si è battuto e che adesso denuncia il trattamento assurdo che l’ex re dei paparazzi avrebbe subito a causa della giustizia italiana. Attraverso “Famiglia Cristiana”, Don Mazzi ammette che il comportamento di Fabrizio non può di certo essere definito irreprensibile ma l’accanimento nei suoi confronti sarebbe stato sproporzionato rispetto ai reati commessi:

È vero che Corona ha fatto cretinate inspiegabili e smargiassate infinitamente stupide. Ho parlato a lungo con lui di queste cose. La giustizia, però, l’ha trattato in modo assurdo. Approfitto del caso per partire da lontano e mettere sul tavolo l’intera situazione carceraria italiana minorile e non minorile. Non è un atto di debolezza e, tanto meno, una svalutazione del dolore immenso che certi giovani procurano ad innocenti rovinando intere famiglie. È un modo diverso, meno carcerario ma più auto-educativo e profondo: il solo capace di cambiare la morte in vita e l’offesa in perdono.

L’impegno di don Mazzi: Corona non è l’unico “noto” del quale si sia occupato

Don Mazzi si occupa da anni di aiutare i carcerati attraverso la sua comunità di recupero. Corona non è l’unico per il quale si sia battuto, anche se il suo è il caso più recente. Prima di lui, al celebre frate erano stati affidati Lele Mora – che oggi si dice felice per la possibilità accordata a Fabrizio – la showgirl Sara Tommasi, nel suo primo tentativo di guarigione dopo il film a luci rosse del quale fu protagonista, e perfino Erika De Nardo, la ragazzina colpevole del delitto di Novi-Ligure in cui persero la vita la madre e il fratellino.

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