Dopo una battaglia legale durata oltre diciotto anni, la Corte di Cassazione ha finalmente dato ragione all’attore Fabio Camilli: lui è il figlio di Domenico Modugno. Il giorno dopo la sentenza, il Corriere della Sera ha pubblicato la sua intervista sulla edizione odierna del quotidiano: "Ho dovuto fare una battaglia per poter affermare chi era mio padre. È stato un viaggio faticoso ed estenuante. Comunque ce l’ho fatta, è finita". Un procedimento di riconoscimento di paternità che è durato diciotto anni: "Credo sia un record", commenta l'attore. Il procedimento, infatti, dura in media quattro o cinque anni, non di più. L'articolo 269 del Codice civile stabilisce che "la paternità e la maternità naturale possono essere giudizialmente dichiarate, nel caso in cui il riconoscimento è ammesso". Per quanto concerne le prove da fornire per la paternità o per la maternità possono essere fornite "con ogni mezzo". I nati fuori dal matrimonio possono promuovere azioni legali per ottenere sentenza dichiarativa della filiazione.

Una vicenda dolorosa

Fabio Camilli è nato il 10 agosto del 1962 e già in una precedente intervista dichiarava di essere nel giusto, dato che la prova del DNA non mentiva. Domenico Modugno era suo padre e non Romano Camilli, l'ingegnere che curava le relazioni pubbliche del Teatro Sistina, lo stesso teatro dove sua madre, la ballerina Maurizia Calì, lavorava come coreografa.

Io stesso l’ho scoperta per caso. Con il terzo figlio di Modugno, Marcello, ci conosciamo da tempo, frequentavamo gli stessi ambienti dello spettacolo. Spesso ci facevano notare la somiglianza tra noi, ci scherzavamo su. Un giorno una mia amica — con cui avevo avuto una relazione e che poi si era fidanzata con Marcello — mi raccontò una sua confidenza: le aveva svelato che eravamo fratelli, pregandola però di non dirmi nulla. Fu sconvolgente. Come fai a credere che quello che pensavi fosse tuo padre per quasi trent’anni in realtà non lo era? […] Mi resi conto che il pettegolezzo girava da tempo. Come in un Truman Show: gli altri sapevano. Io no.

Una vita stravolta

Quando apprese la verità, per lui cambiò tutto, anche il rapporto che aveva con sua madre che "ha negato fino all'ultimo". I figli di Domenico Modugno sapevano tutto: "Certo che ne parlai con Marcello. E la reazione fu: siamo amici, questo ci lega di più. Tutto cambiò dopo la pubblicazione di un articolo sul Foglio che nel 2001 raccontava la mia storia. Per loro sono diventato un nemico, mi hanno dato del mitomane, truffatore. A quel punto è iniziata la battaglia legale durata tredici anni". Ora bisognerà parlare degli aspetti economici, come di anni di diritti d'autore Siae da rimborsare. Lui precisa: "C'è chi pensa che questa sia stata la spinta, ma è stato secondario rispetto all'importanza di sapere chi sono e di essere riconosciuto come tale".