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Fabio Fulco: “Mi sento pronto a diventare papà, sposerò Cristina Chiabotto in segreto”

Intervistato dal settimanale Nuovo, Fabio Fulco ha dichiarato di avvertire un forte desiderio di paternità. L’attore e regista si è espresso anche riguardo all’eventualità di sposare Cristina Chiabotto. In merito ha dichiarato: “Quando succederà, sarà un momento solo nostro”.
A cura di Daniela Seclì
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Intervistato dal settimanale Nuovo, Fabio Fulco ha parlato del suo desiderio di paternità. Da anni ormai è legato a Cristina Chiabotto.

"Oggi mi sento pronto a diventare papà. Solo l’idea mi fa venire la pelle d’oca. Donare la vita è un qualcosa di unico e straordinario che avviene quando è il momento giusto".

L'attore è intenzionato a convolare a nozze con la sua compagna, ma la cerimonia – quando avverrà – sarà strettamente privata:

“Quando succederà, sarà un momento solo nostro e delle persone più vicine a noi. Penso che sia bellissimo preservare un evento così intimo. Quello che conta non è annunciarlo, ma credere nel suo significato profondo“.

Fabio Fulco regista del film "Il crimine non va in pensione"

Fabio Fulco ha raccontato gli anziani nel film "Il crimine non va in pensione". In proposito ha dichiarato:

“Attraverso la comicità e l’ironia, ho voluto fotografare la giornata in un centro per anziani sconvolta dal ricovero improvviso di una signora ospite della struttura. La donna accusa un malore dopo aver dilapidato tutti i suoi ultimi risparmi in un bingo. Quando i suoi amici vengono a sapere che ha problemi economici, decidono di rapinare la sala giochi“.

Ad ispirarlo è stato nonno Angelo:

"Mi sono ispirato a mio nonno Angelo. Devo ringraziarlo perché era un uomo straordinario. Lui mi ha insegnato che nella vita bisogna sempre lottare. Nel mio film gli anziani, dimenticati in una casa di riposo, tornano, più vivi che mai, con i loro sogni e con i loro ricordi. I nonni sono persone preziose nella vita delle famiglie di oggi. Per ciò che mi riguarda, i miei ricordi più belli riguardano proprio l’infanzia con loro. Negli occhi del nonno leggevo l’importanza del sacrificio, della forza di volontà e della dignità. Loro erano contadini e spesso io li aiutavo nella raccolta delle nocciole. Ogni tanto, di nascosto, rubavo dai sacchi pronti per essere pesati e venduti, un po’ di frutti. Ma loro facevano finta di niente“.

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